giovedì 10 ottobre 2013

Part Time vs Full Time

Il part time ha i suoi vantaggi e la giornalistadiserieb ne è sempre stata convinta. Perché part time, sebbene in questa nostra società equivalga a pochissimi soldi e zero possibilità di fare carriera, allo stesso tempo significa anche avere più tempo da passare in famiglia, coi bambini e, cosa non da poco, da dedicare a noi stessi.

Così, per chi come lei usufruisce (anche se non è stata esattamente una libera scelta) del fantastico part time verticale, ovvero tre giorni di lavoro a settimana, oggi era un giorno libero.
Tutto da organizzare.
Avrebbe potuto dormire fino a tardi magari.
Oppure andare dal parrucchiere.
Ma anche rimanere a casa a leggere quell'immenso tomo di oltre 1200 pagine che ha appena acquistato dal suo libraio di fiducia...

Peccato che chi organizza le conferenze stampa in generale e soprattutto quelle in Rai, non tenga mai conto degli impegni personali della giornalistadiserieb (che, poi, ci sarebbe da chiedersi anche come mai...).

Per questo, sebbene fosse il suo giovedì libero, la nostra amata ragazzotta si è svegliata come sempre troppo presto e, dopo aver preparato i bimbi per la scuola ed essere andata a fare la sua camminata veloce mattutina, diventata un appuntamento imperdibile delle ultime settimane (già, chi lo avrebbe mai detto!), ha avuto appena il tempo di un caffè, due chiacchiere e una doccia veloce prima di raggiungere la splendida location di Viale Mazzini.

A sua discolpa, c'è da dire che, ormai non frequenta più tanto spesso quei luoghi e così non ha pensato che per andare in Rai avrebbe dovuto spendere due minuti in più per acconciare i capelli e per truccarsi.
Non sa come mai non le è proprio venuto in mente.
Ma le è bastato varcare l'ambita porta a vetri (la seconda per esattezza, quella dopo il controllo sicurezza) per ricordarselo. C'erano lei coi capelli arruffati e gli occhi stanchi, i fotografi, le bionde perfette con le gambe chilometriche e diversi manichini dell'Oviesse (cioè quei personaggi di sesso maschile vestiti alla vorrei ma non posso soliti usare più creme di chi scrive).
Ma la giornalistadiserieb era in ballo e ha ballato.

L'umidità e la pioggia non avevano giocato a suo favore, certo, ma almeno era vestita da persona seria.
O, almeno così credeva. E lo ha creduto fino a quando, dopo aver svolto il suo ruolo di simpatica intervistatrice, è andata a prendere i pargoli a scuola.
Solo lì, quasi per caso, si è accorta di aver indossato il vestito al contrario. E la cosa era piuttosto facile da notare.

Forse sarebbe stato meglio dormire fino a tardi.
Oppure andare dal parrucchiere.
O più semplicemente rimanere a casa a leggere quell'immenso tomo di oltre 1200 pagine che ha appena acquistato dal suo libraio di fiducia...

Il part time ha i suoi vantaggi e la giornalistadiserieb ne è sempre stata convinta... Ma a questo punto forse sarebbe meglio il full time!

martedì 24 settembre 2013

Il giorno del giudizio



Il 25 settembre 2013 (ovvero domani per chi sta scrivendo) è un gran giorno per la giornalistadiserieb.
Un giorno che stava aspettando da molto tempo.

Certo, se le cose fossero andate come dovevano, tutto ciò non sarebbe successo e lei non sarebbe arrivata a questo. Non è nella sua indole, solitamente pacifica e conciliatoria.

Eppure la storia insegna che non è con i "se" o con i "ma" che si può andare avanti. E andare avanti è per lei, soprattutto in questo momento, una condizione quantomai necessaria.

Ha bisogno di più essere trattata con più rispetto, come l'adulta che è diventata ormai da qualche annetto (ahimè). Se poi è vero che da qualche parte bisogna pure iniziare, allora che sia la sfera professionale a gioire per prima di questa nuova lei.

Ebbene, quindi, eccoci giunti al primo giorno di questa nuova era, in cui anche una ingenua giornalistadiserieb avrà, forse, la sua piccola rivincita sul mondo...

M il 25 settembre 2013 è importante anche per un altro fatto. Più privato e decisamente più significativo.

Buona fortuna giornalistadiserieb... in bocca al lupo Valeria!

... e speriamo di poter condividere presto buone notizie con chi la legge ancora e con chi le vuole bene...

martedì 10 settembre 2013

Un altro breve post...

Eccoci qui, un altro breve post a distanza di più di un mese, scritto di getto in cerca di un po' di sollievo. Certo, c'è da dire che, almeno questa volta, l'assenza è stata dettata non solo dalla confusione stilistica in cui la giornalistadiserieb versa ormai da quasi un anno, ma anche, e soprattutto, dalle tanto agognate vacanze estive che, però, non hanno prodotto l'effetto ricostituente che avrebbe sperato.

Agosto è stato un mese burrascoso, pieno di colpi di scena inaspettati, di addii e di riconciliazioni. E non le si sono nemmeno sciolti i dubbi sul suo futuro lavorativo, in un continuo procrastinare di decisioni che prima o poi andranno prese comunque.

Vero è che, ultimamente, sembra sempre più difficile per lei e per chi le è accanto avere tempo per annoiarsi e, chi scrive, sta ancora aspettando, come dice spesso il maritoultimaruotadelcarro, di potersi finalmente girare indietro e ridere...

Ma se da un lato questo va considerato come un aspetto positivo (gli esperti del vivere bene dicono che qualcosa di bello e buono va sempre cercato e trovato in ogni situazione), dall'altro lei vive un perenne stato d'ansia.

Ansia per cosa accadrà domani, tra una settimana o anche solamente questa sera...  Senza contare il senso di impotenza, così forte da impedire ogni reazione, e tutto questo inspiegabile silenzio...

A volte, però, il silenzio è solo silenzio... E per romperlo basta un altro breve post a distanza di più di un mese, scritto di getto in cerca di un po' di sollievo.






giovedì 1 agosto 2013

Priorit..A'!


Troppo caldo anche per stare al computer.
Certo, oggi è il primo agosto, tempo di mare, sole e vacanze.
Eppure per la giornalistadiserieb mancano ancora un po' di giorni al meritato riposo.

Giorni incerti su molti, molti piani e che, ultimamente, l'hanno fatta ragionare su cosa sia davvero importante per lei. 
Certo, almeno per chi la segue da un po', sono quasi quattro anni e due blog (Splinder, quanto le manchi!) che chi scrive si interroga su quali siano davvero le sue priorità.
Se sia giusto continuare a sputare sangue e sudore (in senso figurato, ovvio) su un mestiere che non la vuole poi molto o perdere sonno e fiato (qui un po' meno figurato) dietro le persone sbagliate.

A volte, la risposta è semplice: sì è giusto.

Altre, però, è più complicato rispondere, o meglio rispondersi.

Tanti progetti andati in fumo ancora prima di iniziare.
Dubbi sempre più vivi su cosa accadrà domani.
Poche anime con cui valga davvero la pena di condividere un percorso.

Una situazione sempre più netta e che lascia intravedere solo due soluzioni possibili: mollare tutto e scappare nella campagna inglese per coronare il sogno di chi le è sempre a fianco, oppure stringere ancora una volta la cinghia, alzare le spalle e andare avanti per vedere che succede sempre col sorriso sulla faccia.

Magari, poi, nelle giornate più rosee esiste pure una terza via...

Ma è troppo caldo anche per stare al computer... figuriamoci per delle riflessioni serie!
 

martedì 23 luglio 2013

Im...B...arazzo!

Stando a quanto si legge su Wikipedia (fonte autorevolissima dei tempi moderni): 

... l'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico (riferibile al concetto di "ansia sociale"). Inoltre l'imbarazzo di solito è causato da un atto socialmente inaccettabile piuttosto che moralmente sbagliato...

L'unica cosa "moralmente sbagliata" che la giornalistadiserieb si è concessa in questi anni è proprio il sentirsi costantemente in imbarazzo...

Chissà che questa estate non porti qualche interessante novità...


martedì 16 luglio 2013

La prima volta era meglio dell'ultima

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa.

La giornalistadiserieb era giusto un'adolescente e, allora, quello di diventare una giornalista era soltanto un tiepido sogno. Però, già all'epoca, chi scrive era una ragazzotta piena di grandi ideali e buoni propositi.
Fu doloroso, certo, ma fu anche abbastanza facile venirne fuori. O, almeno, oggi lei se lo ricorda così.

La volta dopo, era un po' più grandina. Sulla ventina direi, ma, nonostante gli anni, era tutt'altro che smaliziata. Anzi, in quel caso fu parecchio difficile ritrovare la normalità e le costò anche una certa fatica, nonché un paio di esami all'università.

Poi successe ancora e ancora, l'ultima volta quando stava per diventare mamma. E non si vergogna ad ammettere che fu proprio quella nuova vita a farla rimanere con i piedi per terra.

In questo 2013, però, sarà anche per l'età che avanza, è tutto un po' più complicato. E non serve avere avuto già esperienza nel settore. Anzi, in questo caso, l'idea di non essere ancora capace di capire chi ci sta intorno e, soprattutto, perché lo fa, è davvero avvilente...

Anche se, per sua natura, la giornalistadiserieb vede sempre il lato positivo: si è sentita usata in così tanti modi e da così tante persone insieme da stabilire un record...

Chissà se davvero, come dice sempre il maritoultimaruotadelcarro, un giorno riuscirà a guardare quest'anno e a farci su una bella risata! Al momento, ridere, non è la cosa che le viene meglio, ma lei non perde la speranza.

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa... e a pensarci bene era decisamente meglio dell'ultima!

martedì 2 luglio 2013

A come... accelerata!

La giornalistadiserieb ha sempre pensato che l'acceleratore fosse il pedale vicino a quello del freno. Al massimo, aveva sentito parlare di accelerato, una vecchia tipologia di treno che, come si evince da Wikipedia, fu istituita con apposito decreto nel 1889.

Ma oggi chi scrive ha scoperto una nuova definizione di "acceleratore", passando una mattinata in mezzo a geniali ventenni ipertecnologici, anche detti "smanettoni" (termine molto tecnico che indica proprio la loro capacità di padroneggiare le nuove tecnologie).

Perché oggi la giornalistadiserieb è stata qui... un po' per curiosità, un po' per riuscire a capire che lavoro fa un suo amico, un po' per vedere se questo Belpaese offre ancora qualche possibilità.

Ed ecco dunque le certezze che la nostra amata ragazzotta ha acquisito in una mattinata:

1) se non possiedi un Macbook, meglio se Air, non sei nessuno.

2) se non giri per la stanza con un Macbook aperto, facendo social tweeting (si dirà così?) non sei nessuno.

3) se non hai più vent'anni devi fingere di averli, meglio se facendo battute sconce o vestendo sportivo.

4) se non sai cosa è il Grant, nessuno te lo spiegherà.

Detto questo, però, vedere tutti quei ragazzi così pieni di entusiasmo, di competenze e di idee ha impressionato parecchio la giornalistadiserieb, che sebbene si è sentita un po' come Penny di The Big Bang Theory, è arrivata alla conclusione che forse il Belpaese ha davvero ancora qualche speranza!