Alla giornalistadiserieb capita sempre più spesso di pensare di essere un po' strana, anche se forse "strana" non è esattamente il termine più adatto.
A dire il vero, in questi ultimi mesi, non c'è stato giorno in cui non lo ha pensato.
Perché in un mondo che va sempre più veloce e in cui nessuno sembra aver veramente a cuore quello che succede a se stesso e agli altri lei non si riconosce.
Perché si ostina a credere che lavoro e umanità sono possibili nello stesso spazio e che i colleghi possono anche diventare amici.
Perché è sposata con il maritoultimaruotadelcarro da 11 anni, sono insieme da 15, ed ancora non si sente stanca.
Perché ha compiuto da poco 38 anni, ma il suo cuore ne avrà sempre 16 (e c'è chi malignamente dice anche la sua mente!)
Alla giornalistadiserieb capita sempre più spesso di pensare di essere un po' strana, anche se forse "strana" non è esattamente il termine più adatto.
A dire il vero, in questi ultimi mesi, non c'è stato giorno in cui non lo ha pensato.
Ma è poi così male?
giovedì 28 marzo 2013
domenica 17 marzo 2013
I blog abbandonati
Non dovete credere che sia stato facile per la giornalistadiserieb. I blog abbandonati non le sono mai piaciuti.
Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.
Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi.
In quel momento le era sembrata una similitudine azzeccata. Ma non aveva mai pensato che anche a lei sarebbe potuto capitare di non scrivere più.
Eppure è successo.
Sono passati mesi di vita vissuta più fisicamente che virtualmente e che l'hanno in qualche modo allontanata dalle sue riflessioni più o meno private.
Ma, in fin dei conti, non molto è cambiato nell'esistenza di questa ingenua ragazzotta.
Se non forse l'ennesima delusione professionale (che di "professionale" ha avuto davvero poco nel senso stretto del termine) e che l'ha condotta in uno stato di apatia lavorativa da cui ancora fatica a riprendersi.
Senza contare quella fastidiosa sensazione di non saper mai leggere bene le persone che la circondano.
E quel senso di immobilità, di già visto e vissuto, che torna prepotentemente a farsi strada in lei...
Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.
Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi...
Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.
Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi.
In quel momento le era sembrata una similitudine azzeccata. Ma non aveva mai pensato che anche a lei sarebbe potuto capitare di non scrivere più.
Eppure è successo.
Sono passati mesi di vita vissuta più fisicamente che virtualmente e che l'hanno in qualche modo allontanata dalle sue riflessioni più o meno private.
Ma, in fin dei conti, non molto è cambiato nell'esistenza di questa ingenua ragazzotta.
Se non forse l'ennesima delusione professionale (che di "professionale" ha avuto davvero poco nel senso stretto del termine) e che l'ha condotta in uno stato di apatia lavorativa da cui ancora fatica a riprendersi.
Senza contare quella fastidiosa sensazione di non saper mai leggere bene le persone che la circondano.
E quel senso di immobilità, di già visto e vissuto, che torna prepotentemente a farsi strada in lei...
Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.
Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi...
lunedì 10 dicembre 2012
Changes...
I cambiamenti in genere hanno sempre spaventato la giornalistadiserieb.
Anche se non sa dire esattamente perché.
Forse alla base c'è un po' di quella proverbiale pigrizia che la contraddistingue o la sua innata insicurezza, che la porta a essere sempre piuttosto sospettosa rispetto le novità.
Alcuni cambiamenti però sono necessari, altri ancora inevitabili.
Diventare grandi, in fondo, significa evolversi e, sebbene il più delle volte è addirittura divertente negarlo, chi scrive se ne rende conto benissimo...
E ogni evoluzione, si sa, porta con sé un po' di dolore.
Dolore per quello che non c'è più.
Dolore per quello che sarebbe potuto essere.
Dolore per quello che non è.
Una volta toccato il fondo, però, ci si rialza e solo allora il cuore torna a essere leggero.
Non molto tempo fa è successo anche a lei e ci sono state persone speciali ad accompagnarla lungo la strada della sua rinascita. Oggi vorrebbe essere in grado di sdebitarsi, ma ci sono viaggi che vanno necessariamente compiuti da soli...
I cambiamenti in genere hanno sempre spaventato la giornalistadiserieb.
Anche se non sa dire esattamente perché...
Anche se non sa dire esattamente perché.
Forse alla base c'è un po' di quella proverbiale pigrizia che la contraddistingue o la sua innata insicurezza, che la porta a essere sempre piuttosto sospettosa rispetto le novità.
Alcuni cambiamenti però sono necessari, altri ancora inevitabili.
Diventare grandi, in fondo, significa evolversi e, sebbene il più delle volte è addirittura divertente negarlo, chi scrive se ne rende conto benissimo...
E ogni evoluzione, si sa, porta con sé un po' di dolore.
Dolore per quello che non c'è più.
Dolore per quello che sarebbe potuto essere.
Dolore per quello che non è.
Una volta toccato il fondo, però, ci si rialza e solo allora il cuore torna a essere leggero.
Non molto tempo fa è successo anche a lei e ci sono state persone speciali ad accompagnarla lungo la strada della sua rinascita. Oggi vorrebbe essere in grado di sdebitarsi, ma ci sono viaggi che vanno necessariamente compiuti da soli...
I cambiamenti in genere hanno sempre spaventato la giornalistadiserieb.
Anche se non sa dire esattamente perché...
mercoledì 5 dicembre 2012
5 dicembre 2012
Cosi’ dicean tra lor, quando Argo, il cane,
Ch’ivi giacea, del paziente Ulisse
La testa ed ambo sollevo’ gli orecchi.
Nutrillo un giorno di sua man l’eroe,
Ma come, spinto dal suo fato a Troia,
Poco frutto pote’. Bensi’ condurlo
Contro i lepri ed i cervi e le silvestri
Capre solea la gioventu’ robusta.
Negletto allor giacea nel molto fimo
Di muli e buoi sparso alle porte innanzi,
Finche’ i poderi a fecondar d’Ulisse,
Nel togliessero i servi. Ivi il buon cane,
Di turpi zecche pien, corcato stava.
Com’egli vide il suo signor piu’ presso,
E benche’ tra que’ cenci, il riconobbe,
Squasso’ la coda festeggiando, ed ambe
Le orecchie, che drizzate avea da prima,
Cader lascio’: ma incontro al suo signore
Muover, siccome un di’, gli fu disdetto.
Ulisse, riguardatolo, s’asterse
Con man furtiva dalla guancia il pianto,
Celandosi da Eumeo, cui disse tosto:
“Eumeo, quale stupor! Nel fimo giace
Cotesto, che a me par cane si’ bello.
Ma non so se del pari ei fu veloce,
O nulla valse, come quei da mensa,
Cui nutron per bellezza i lor padroni”.
E tu cosi’ gli rispondesti, Eumeo:
“Del mio re lungi morto e’ questo il cane.
Se tal fosse di corpo e d’atti, quale
Lasciollo, a Troia veleggiando, Ulisse,
Si’ veloce a vederlo e si’ gagliardo
Gran maraviglia ne trarresti: fiera
Non adocchiava, che del folto bosco
Gli fuggisse nel fondo, e la cui traccia
Perdesse mai. Or l’infortunio ei sente.
Peri’ d’Itaca lunge il suo padrone,
Ne’ piu’ curan di lui le pigre ancelle;
Che’ pochi di’ stanno in cervello i servi,
Quando il padrone lor piu’ non impera.
L’onniveggente di Saturno figlio
Mezza toglie ad un uom la sua virtude,
Come sopra gli giunga il di’ servile”.
Cio’ detto, il pie’ nel sontuoso albergo
Mise, e avviossi drittamente ai proci;
Ed Argo, il fido can, poscia che visto
Ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse,
Gli occhi nel sonno della morte chiuse.
(Omero-Odissea)
...Io non ti dimentico!
Ch’ivi giacea, del paziente Ulisse
La testa ed ambo sollevo’ gli orecchi.
Nutrillo un giorno di sua man l’eroe,
Ma come, spinto dal suo fato a Troia,
Poco frutto pote’. Bensi’ condurlo
Contro i lepri ed i cervi e le silvestri
Capre solea la gioventu’ robusta.
Negletto allor giacea nel molto fimo
Di muli e buoi sparso alle porte innanzi,
Finche’ i poderi a fecondar d’Ulisse,
Nel togliessero i servi. Ivi il buon cane,
Di turpi zecche pien, corcato stava.
Com’egli vide il suo signor piu’ presso,
E benche’ tra que’ cenci, il riconobbe,
Squasso’ la coda festeggiando, ed ambe
Le orecchie, che drizzate avea da prima,
Cader lascio’: ma incontro al suo signore
Muover, siccome un di’, gli fu disdetto.
Ulisse, riguardatolo, s’asterse
Con man furtiva dalla guancia il pianto,
Celandosi da Eumeo, cui disse tosto:
“Eumeo, quale stupor! Nel fimo giace
Cotesto, che a me par cane si’ bello.
Ma non so se del pari ei fu veloce,
O nulla valse, come quei da mensa,
Cui nutron per bellezza i lor padroni”.
E tu cosi’ gli rispondesti, Eumeo:
“Del mio re lungi morto e’ questo il cane.
Se tal fosse di corpo e d’atti, quale
Lasciollo, a Troia veleggiando, Ulisse,
Si’ veloce a vederlo e si’ gagliardo
Gran maraviglia ne trarresti: fiera
Non adocchiava, che del folto bosco
Gli fuggisse nel fondo, e la cui traccia
Perdesse mai. Or l’infortunio ei sente.
Peri’ d’Itaca lunge il suo padrone,
Ne’ piu’ curan di lui le pigre ancelle;
Che’ pochi di’ stanno in cervello i servi,
Quando il padrone lor piu’ non impera.
L’onniveggente di Saturno figlio
Mezza toglie ad un uom la sua virtude,
Come sopra gli giunga il di’ servile”.
Cio’ detto, il pie’ nel sontuoso albergo
Mise, e avviossi drittamente ai proci;
Ed Argo, il fido can, poscia che visto
Ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse,
Gli occhi nel sonno della morte chiuse.
(Omero-Odissea)
...Io non ti dimentico!
lunedì 3 dicembre 2012
La quiete prima della tempesta
Sarà che è arrivato il freddo tanto atteso, o forse perché si avvicina il Natale, ma il mondo intorno alla giornalistadiserieb da qualche giorno appare diverso, come se il tempo scorresse più lento e tutto dentro di lei fosse finalmente più chiaro e più calmo.
Solo un anno fa chi scrive era piena di pensieri cupi e pesanti e il tempo non le bastava mai per niente e nessuno.
Solo un anno fa erano altre le persone che la circondavano e dalle quali dipendeva quasi totalmente cercando di lesinare attenzione e un po' di rispetto.
Solo un anno fa...
Che sia questa la tanto famosa quiete prima della tempesta?
Solo un anno fa chi scrive era piena di pensieri cupi e pesanti e il tempo non le bastava mai per niente e nessuno.
Solo un anno fa erano altre le persone che la circondavano e dalle quali dipendeva quasi totalmente cercando di lesinare attenzione e un po' di rispetto.
Solo un anno fa...
Che sia questa la tanto famosa quiete prima della tempesta?
domenica 2 dicembre 2012
Scelta
Wikipedia insegna:
La decisione è la scelta di intraprendere un'azione, tra più alternative considerate (opzioni), da parte di un individuo o di un gruppo (decisore). Nel processo che porta alla decisione (detto, con un termine di origine inglese, decision making) si possono distinguere due momenti:
- la deliberazione, nella quale il decisore prende in considerazione le varie opzioni e valuta le motivazioni pro e contro di ciascuna di esse;
- la scelta, ossia la selezione di un'opzione, tra quelle prese in considerazione, in base all'esito della valutazione effettuata.
Per la giornalistadiserieb si avvicina sempre di più il tempo di effettuare una scelta davvero dolorosa e inevitabile, ma dove trovare la forza?
giovedì 29 novembre 2012
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