Non so se la colpa è da attribuirsi ai partiti politici della prima (!) e della seconda (!) Repubblica - dicono siamo nella terza (!) ora -, al crollo degli ideali comuni, allo smisurato egoismo o al protagonismo che viviamo tutti i giorni in ogni campo.
Sinceramente ho sempre pensato che gran parte della responsabilità fosse di quegli intellettuali di un certo livello, i fini parlatori della nostra epoca, cresciuti nei salotti bene e che, in tanti casi, hanno sempre parlato di lavoro e di popolo senza essersi sporcati le mani o senza aver mai rivolto parola alla maestra del figlio. È per loro, in un certo senso, che essere "di sinistra" è diventato essere "snob" e che le persone hanno iniziato a credere a Canale 5 (e al suo patron) come unica via.
Lo so, è un concetto banale e lungamente dibattuto, che di recente ho ritrovato anche in una canzone di Brunori Sas ("Se canti il popolo sarai anche un cantautore -Sarai anche un cantastorie - Ma ogni volta ai tuoi concerti - Non c'è neanche un muratore") ("di recente" è perché io ho iniziato ad ascoltare Brunori Sas solo da poco) (scusate la divagazione sui discutibili gusti musicali).
So anche che dare la colpa ad altri non è costruttivo, che bisognerebbe trovare le soluzioni e andare avanti. Ma, io, oggi, con qualcuno mi devo pur sfogare. Anche solo con mio padre e mia madre, che mi hanno inculcato questo strano concetto per cui "non ci si deve abbassare di livello" e "sei più signore lasciando correre".
Eppure, a volte, quando l'ignoranza regna sovrana e il livello scende, quando si viene insultati in un italiano stentato, quando si dicono stronzate enormi perché si è limitati di parola e di pensiero, avrei tanta voglia di fare solo una domanda: "Votate 5 Stelle vero?"
Perché potete dire quello che volete, ma chi parla male, pensa male!
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mercoledì 23 maggio 2018
domenica 5 novembre 2017
Presenze e assenze
È un fatto: la giornalistadiserieb si manca. Sarà colpa dell'assurda dieta che si è imposta di fare. O sarà perché sta invecchiando troppo in fretta, ha già 42 anni e tra qualche mese saranno 43. I nani crescono (uno l'ha già superata in altezza e all'altro manca giusto un anno), i giorni passano veloci, tra un nuovo progetto da mettere in piedi e un altro da perfezionare, e a lei manca un po' d'aria. Di quella che respirava quando era meno occupata (professionalmente parlando), meno serena, ma di certo più leggera.
Poi, però, si gira a guardare il maritoultimaruotadelcarro che seduto sull'immenso divano verde della casa non più tanto nuova gioca al suo intramontabile Candy Crush e le commenta un personaggio della loro nuova serie tv preferita. Poi si ferma, scherza con lei e la rimprovera per non aver nemmeno rifatto il letto in questa domenica grigia e pigra. E allora tutto ha un po' più senso.
È un fatto: la giornalistadiserieb si manca. Sarà colpa dell'assurda dieta che si è imposta di fare.
Poi, però, si gira a guardare il maritoultimaruotadelcarro che seduto sull'immenso divano verde della casa non più tanto nuova gioca al suo intramontabile Candy Crush e le commenta un personaggio della loro nuova serie tv preferita. Poi si ferma, scherza con lei e la rimprovera per non aver nemmeno rifatto il letto in questa domenica grigia e pigra. E allora tutto ha un po' più senso.
È un fatto: la giornalistadiserieb si manca. Sarà colpa dell'assurda dieta che si è imposta di fare.
sabato 16 settembre 2017
Un nuovo anno, nuove sfide, vecchi pensieri
Un nuovo anno, nuove sfide, vecchi pensieri. Il nano grande della giornalistadiserieb ha iniziato il liceo. Il nano piccolo della giornalistadiserieb non è più tanto piccolo e si organizza da solo le sue giornate. Il lavoro da piccola imprenditrice prosegue da oltre un anno con un discreto successo di pubblico e di critica.
Insomma, vi chiederete voi (ma poi c'è ancora qualcuno che passa di qui?): e quindi? Niente, solo per dire che lei, la piccola ragazzina col pallino della scrittura, c'è ancora. Anche se non ha mai tempo per scrivere solo per lei, come quando ha iniziato questo blog sul "mitico" Splinder (ma esisteva davvero?) faceva quasi quotidianamente.
Così come tante delle paure sono rimaste le stesse. Per i ragazzi sempre più grandi e di cui non possiamo che esseri fieri (sì, ultimaruotadelcarro, sei stato proprio bravo con loro). Ma il mondo saprà accoglierli come meriterebbero? Al momento le verrebbe da dire di no, ma poi quell'illusa Amélie che alberga dentro di lei con tutto il suo favoloso entourage prende il sopravvento... e allora tutto sembra bellissimo e ricco di promesse.
E poi c'è la questione "gli anni che passano". Così in fretta, così inesorabili e spietati. Era giusto un attimo fa che l'aitante ragazzotta scribacchina iniziava il suo liceo, con la camicia a fiori di sua mamma e la matita verde smeraldo sotto gli occhi. E ora vedere il suo cucciolo (se sa che lo chiamo così in pubblico potrebbe ucciderla) varcare quel cancello l'ha resa pensierosa. Assai.
Sì, è proprio vero, la giornalistadiserieb sta invecchiando e la cosa la riempie di gioia e di tristezza.
Insomma, un nuovo anno, nuove sfide, vecchi pensieri. Tutto qua.
Insomma, vi chiederete voi (ma poi c'è ancora qualcuno che passa di qui?): e quindi? Niente, solo per dire che lei, la piccola ragazzina col pallino della scrittura, c'è ancora. Anche se non ha mai tempo per scrivere solo per lei, come quando ha iniziato questo blog sul "mitico" Splinder (ma esisteva davvero?) faceva quasi quotidianamente.
Così come tante delle paure sono rimaste le stesse. Per i ragazzi sempre più grandi e di cui non possiamo che esseri fieri (sì, ultimaruotadelcarro, sei stato proprio bravo con loro). Ma il mondo saprà accoglierli come meriterebbero? Al momento le verrebbe da dire di no, ma poi quell'illusa Amélie che alberga dentro di lei con tutto il suo favoloso entourage prende il sopravvento... e allora tutto sembra bellissimo e ricco di promesse.
E poi c'è la questione "gli anni che passano". Così in fretta, così inesorabili e spietati. Era giusto un attimo fa che l'aitante ragazzotta scribacchina iniziava il suo liceo, con la camicia a fiori di sua mamma e la matita verde smeraldo sotto gli occhi. E ora vedere il suo cucciolo (se sa che lo chiamo così in pubblico potrebbe ucciderla) varcare quel cancello l'ha resa pensierosa. Assai.
Sì, è proprio vero, la giornalistadiserieb sta invecchiando e la cosa la riempie di gioia e di tristezza.
Insomma, un nuovo anno, nuove sfide, vecchi pensieri. Tutto qua.
venerdì 16 settembre 2016
Ci sono giorni... ft. "sarà quel che sarà"
Ci sono giorni in cui è difficile guardare sempre avanti senza voltarsi indietro. Magari solo per fare due conti, per riflettere più del solito (e chi lo avrebbe mai detto?), o soltanto per crogiolarsi un po' nella confortante malinconia di qualcosa che non c'è, ma che c'è stato. Bene (o male?) oggi è uno di quei giorni, sarà perché piove, perché è già arrivata la metà di settembre, perché domani è domani...
Sarà perché tante domande sono rimaste senza risposte, sarà perché a volte le nuove sfide spaventano ed è più facile cercare rifugio nel passato, con la solita vecchia scusa di chi sta solo cercando di non ripetere gli stessi errori, le stesse leggerezze. Che poi, a dire il vero, una scusa non è. Lei che di errori ne ha certamente fatti (ora che l'ha pure scritto nero su bianco chi lo sente il maritoultimaruotadelcarro?) almeno questa volta vorrebbe proprio evitarli. Sarà perché non più di una settimana fa ha dovuto dire addio a un altro grande pezzo della sua storia personale, una donna, una nonna, un mistero che rimarrà tale. Sarà perché scesa di notte in pigiama e con i capelli arruffati (strano, no?) per portare a spasso il cane ha fatto l'unico incontro che non avrebbe voluto fare in quelle condizioni (vabbè, questa è un'altra storia...)
Insomma, tutto questo per dire che oggi la giornalistadiserieb vorrebbe rimanere a casa nel suo letto, ma siccome non sarà così (perché come se non bastasse è venerdì e venerdì si chiudono i settimanali per cui lavora alacremente) almeno lo dichiara.
Ci sono giorni in cui è difficile guardare solo avanti senza voltarsi indietro. Magari solo per fare due conti, per riflettere un po' più del solito (e chi lo avrebbe mai detto?), o soltanto per crogiolarsi un po' nella confortante malinconia di qualcosa che non c'è, ma che c'è stato. Bene (o male?) oggi è uno di quei giorni, sarà perché piove, perché è già arrivata la metà di settembre, perché domani è domani...
Sarà perché tante domande sono rimaste senza risposte, sarà perché a volte le nuove sfide spaventano ed è più facile cercare rifugio nel passato, con la solita vecchia scusa di chi sta solo cercando di non ripetere gli stessi errori, le stesse leggerezze. Che poi, a dire il vero, una scusa non è. Lei che di errori ne ha certamente fatti (ora che l'ha pure scritto nero su bianco chi lo sente il maritoultimaruotadelcarro?) almeno questa volta vorrebbe proprio evitarli. Sarà perché non più di una settimana fa ha dovuto dire addio a un altro grande pezzo della sua storia personale, una donna, una nonna, un mistero che rimarrà tale. Sarà perché scesa di notte in pigiama e con i capelli arruffati (strano, no?) per portare a spasso il cane ha fatto l'unico incontro che non avrebbe voluto fare in quelle condizioni (vabbè, questa è un'altra storia...)
Insomma, tutto questo per dire che oggi la giornalistadiserieb vorrebbe rimanere a casa nel suo letto, ma siccome non sarà così (perché come se non bastasse è venerdì e venerdì si chiudono i settimanali per cui lavora alacremente) almeno lo dichiara.
Ci sono giorni in cui è difficile guardare solo avanti senza voltarsi indietro. Magari solo per fare due conti, per riflettere un po' più del solito (e chi lo avrebbe mai detto?), o soltanto per crogiolarsi un po' nella confortante malinconia di qualcosa che non c'è, ma che c'è stato. Bene (o male?) oggi è uno di quei giorni, sarà perché piove, perché è già arrivata la metà di settembre, perché domani è domani...
mercoledì 31 agosto 2016
B...uona la prima. Ma l'ultima (si spera) è meglio
Certo, la giornalistadiserieb non è più quella di una volta. Ha poco tempo libero, non mangia più carboidrati e, a breve, ha deciso anche di passare le sue mattine a camminare. Senza contare che non scrive più nel suo diario virtuale, salvo che per comunicazioni di massima importanza.
Questo perché negli ultimi anni di lavoro "matto e disperatissimo" (cit.), il tempo per riempire questo spazio è stato poco. E poi ammettiamolo, anche la voglia non era poi molta.
Poi, all'improvviso, in un giorno di fine agosto di un'estate che tanto estate non è stata (almeno per lei), il tempo e la voglia sono tornati. Sarà perché oggi è accaduto qualcosa di rilevante. Sarà perché da un po' non aveva un lavoro solo che potesse realmente chiamarsi tale. Sarà perché oggi è nato ufficialmente (sui social) l'ultimo progetto della giornalistadiserieb. Un ultimo che, a dire la verità, ricorda il primo, primissimo mondo in cui ha mosso i suoi passi, ma che è suo, suo e dei suoi 3 soci e, per questo, più speciale.
Insomma, sì, tutto questo preambolo solo per annunciare al web (e ai pochi lettori superstiti di questo blog) che è nata La 4 comunicazione (nome originale, toh i soci sono giusto in 4), piccolo service editoriale che realizza contenuti "on demand". O, meglio, voi chiedete e lei e gli altri 3, scrivono e impaginano (se occorre). Magari a voi sembrerà pure poca cosa, magari a voi non piacerà il tipo di lavoro o il logo (assurdo ma c'è pure chi già le ha detto così), ma questo per la nostra simpatica donnina col pallino della scrittura è un nuovo inizio e una rivincita.
Certo, la giornalistadiserieb non è più quella di una volta. Ha poco tempo libero, non mangia più carboidrati e, a breve, ha deciso anche di passare le sue mattine a camminare. Senza contare che non scrive più nel suo diario virtuale, salvo che per comunicazioni di massima importanza... come questa!
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lunedì 6 giugno 2016
B, come... Bannata!
Lo so, la giornalistadiserieb è stata largamente assente negli ultimi 2 anni. Ma oggi valeva la pena di tornare a scrivere. Non perché prima non le siano successe cose significative da fermare in questo spazio, sia inteso: nella sua vita è arrivato Yoda (non il jedi, ma il cane), ha iniziato un nuovo lavoro che le ha dato moltissime soddisfazioni (soddisfazioni, non soldi, sia chiaro), ha scritto 2 sketch teatrali e li ha visti mettere in scena (incredibile no?) e ha anche una casa nuova che le piace moltissimo. Senza contare che ha conosciuto persone fantastiche (sì, mammaorachefaccio, tu sei la prima tra tutte) e altre meno, come probabilmente accade a gran parte dell'umanità ogni giorno.
Si può dire che sia cresciuta? Sicuramente d'età, ma dentro lei è lei, la bambina che vuole credere in un mondo fantastico e nella bontà della gente. Ed è per questo che quando accadono cose che per altri più sani e coi piedi per terra come il marito ultimaruotadelcarro sono irrilevanti, la giornalistadiserieb invece ci si arrovella, ci pensa, ci ripensa, in altre parole più semplici: ci rimane male.
Va bene, direte voi, ma cosa è accaduto di così grave? Ecco, non senza vergogna, chi scrive ha deciso di rivelare un particolare della sua vita molto personale e di cui andare poco fieri: ebbene sì (senza rullo di tamburi), è stata "bannata". Cioè, per chi non si intendesse di social network, oscurata da Facebook, eliminata dagli amici, impedita nel cercare anche solo il nome di una persona del suo passato a cui ha voluto bene e che ha sempre rispettato. Il motivo? A dire il vero, le è oscuro.
Va detto, comunque, che tra chi scrive e chi ha bannato il rapporto ormai si limitava agli auguri di compleanno, Natale e Pasqua. Ma più di questo, in realtà, probabilmente sarebbe stato impossibile. Però entrambe (perché di una lei si tratta), erano sempre puntuali nel salutarsi in quelle occasioni formali e nel mandare baci e abbracci alle rispettive famiglie. Qui il discorso un poco si complica, perché anche le famiglie sono coinvolte in un certo senso, tanto che se lei è stata bannata, quelli che hanno il suo stesso cognome, invece, sono stati "semplicemente" eliminati. E anche qui il motivo ci è oscuro.
O meglio, potrebbe darsi che all'origine di tutto ci sia la decisione quanto mai sofferta di mettere fine a un'amicizia (non con la persona in questione, ma con qualcuno a lei molto vicino) che era diventata troppo dolorosa e per tutti i protagonisti. Ma sono passati anni su questa decisione, Natali, Pasque e compleanni. Pagine virtuali, stagioni e tagli di capelli. Insomma, sembra impossibile che l'astio derivi da questo. Senza contare che da parecchio tempo, la giornalistadiserieb usa Facebook principalmente per lavoro, tanto che i suoi "amici" sono costretti a leggere ogni giorno gli articoli animalisti che pubblica amabilmente. Che fosse questa la causa di tanto livore? A questo punto sarebbe comprensibile: tra il leone Cecil e il gorilla Harambe, in effetti, forse anche lei si sarebbe un po' oscurata...
Lo so, la giornalistadiserieb è stata largamente assente negli ultimi 2 anni. Ma oggi valeva la pena di tornare a scrivere...
martedì 6 gennaio 2015
Domani è un altro giorno...
È vero, la giornalistadiserieb si sentiva stranamente ottimista per questo 2015 tutto da scoprire.
Forse perché a marzo prossimo lei entrerà di diritto nei fatidici "anta" (incredibile come passa il tempo quando ci si diverte...).
Forse perché, in fondo in fondo, la prospettiva di trovare una nuova casa, decidere dove mettere il divano e la credenza della nonna, scegliere il colore delle pareti, per poi tornare a perdersi per gli sconfinati corridoi dell'Ikea per acquistare il cuscino della giusta tonalità, iniziava a piacerle parecchio.
O, più semplicemente, perché sperava fosse arrivato finalmente il momento della svolta lavorativa.
Che poi, a pensarci bene, in fondo c'è anche stata.
Ore 13.40 del 5 gennaio: chi scrive arriva in redazione, la stessa per la quale lavora da 5 anni.
Il capo, che poi è una capa, ha indetto una riunione alle 14.00 e lei e i suoi colleghi sorseggiano allegramente un caffè davanti alla macchinetta della saletta relax composta da un divano arancio e un armadio frigorifero colmo di merendine e acque minerali, raccontandosi di come hanno trascorso i rispettivi giorni di meritato riposo.
Ore 13.48 del 5 gennaio: la giornalistadiserieb torna alla sua postazione, accende il suo Mac e mentre sta per sedersi la capa fa il suo ingresso trionfale nella stanza.
Ore 13.52 dello stesso 5 gennaio: la simpatica donnina scrivana sta già raccogliendo le foto dei suoi figli, il biglietto del concerto di Bon Jovi di Milano 2013 che tiene attaccato allo schermo del computer (regalo bellissimo delle sue amichette di sempre) e i vari portafortuna accumulati nel corso del tempo. Di lì a poco, a seguirla nel triste destino, ci saranno anche i tre colleghi del caffè sopracitato, tutti molto poco allegri rispetto alla ferale notizia.
La motivazione? La crisi, esistenziale ed economica, della meno professionale tra i superiori che la giornalistadiserieb abbia mai incontrato nella sua carriera (che poi, in poche parole, si riduce a "il pallone è mio e ci gioco quando voglio io").
È vero, la giornalistadiserieb si sentiva stranamente ottimista per questo 2015 tutto da scoprire.
Ma, fortunatamente, come disse una volta l'indomita Rossella, domani è un altro giorno...
Forse perché a marzo prossimo lei entrerà di diritto nei fatidici "anta" (incredibile come passa il tempo quando ci si diverte...).
Forse perché, in fondo in fondo, la prospettiva di trovare una nuova casa, decidere dove mettere il divano e la credenza della nonna, scegliere il colore delle pareti, per poi tornare a perdersi per gli sconfinati corridoi dell'Ikea per acquistare il cuscino della giusta tonalità, iniziava a piacerle parecchio.
O, più semplicemente, perché sperava fosse arrivato finalmente il momento della svolta lavorativa.
Che poi, a pensarci bene, in fondo c'è anche stata.
Ore 13.40 del 5 gennaio: chi scrive arriva in redazione, la stessa per la quale lavora da 5 anni.
Il capo, che poi è una capa, ha indetto una riunione alle 14.00 e lei e i suoi colleghi sorseggiano allegramente un caffè davanti alla macchinetta della saletta relax composta da un divano arancio e un armadio frigorifero colmo di merendine e acque minerali, raccontandosi di come hanno trascorso i rispettivi giorni di meritato riposo.
Ore 13.48 del 5 gennaio: la giornalistadiserieb torna alla sua postazione, accende il suo Mac e mentre sta per sedersi la capa fa il suo ingresso trionfale nella stanza.
Ore 13.52 dello stesso 5 gennaio: la simpatica donnina scrivana sta già raccogliendo le foto dei suoi figli, il biglietto del concerto di Bon Jovi di Milano 2013 che tiene attaccato allo schermo del computer (regalo bellissimo delle sue amichette di sempre) e i vari portafortuna accumulati nel corso del tempo. Di lì a poco, a seguirla nel triste destino, ci saranno anche i tre colleghi del caffè sopracitato, tutti molto poco allegri rispetto alla ferale notizia.
La motivazione? La crisi, esistenziale ed economica, della meno professionale tra i superiori che la giornalistadiserieb abbia mai incontrato nella sua carriera (che poi, in poche parole, si riduce a "il pallone è mio e ci gioco quando voglio io").
***
È vero, la giornalistadiserieb si sentiva stranamente ottimista per questo 2015 tutto da scoprire.
Ma, fortunatamente, come disse una volta l'indomita Rossella, domani è un altro giorno...
mercoledì 24 dicembre 2014
Buon Natale e...
Cambiamenti in atto o auguri di buon Natale.
Difficile per la giornalistadiserieb scrivere un post in questi giorni ricchi di emozioni contrastanti.
Ma siccome la non più tanto giovane scribacchina batte la fiacca da troppo tempo, eccola qua a cercare di riempire questa pagina virtuale con i suoi mille pensieri tutti da riordinare.
Per prima cosa, come tutti sanno, domani è Vigilia e, ovviamente, fin qui niente di strano. E se è vero che per lei questi giorni hanno poco a che vedere con la religiosità, è altresì vero che sta per arrivare la festa della famiglia per eccellenza e che le è sempre piaciuta moltissimo. Perché si sta tutti insieme, si ride, si mangia, si ride, ci si scambia regali inutili e bellissimi e, se non si fosse capito, si ride di nuovo.
Il che, in questo periodo soprattutto, non è cosa da poco.
Secondo poi ci sarebbe la questione lavoro, eternamente irrisolta, che sta progressivamente toccando punte sempre più basse e che nemmeno una abituata alla serie B come lei avrebbe mai potuto immaginare.
Ma il dubbio più grande, ora come ora, riguarda "il posto chiamato casa". Perché dopo almeno tre anni di tentativi andate a male, sembra essere arrivato sul serio il momento di lasciare il luogo che più ama al mondo, il suo modesto e onesto appartamento a due piani e un bagno solo, per poi gettarsi a capofitto nel tentacolare e farraginoso mercato immobiliare (o, al massimo, tornare a vivere con i suoi genitori con tanto di figli e cane al seguito). Certo è vero che i ragazzi crescono e che hanno bisogno di più spazio, certo è vero che lei aveva acconsentito alle richieste del marito ultimaruotadelcarro, certo è vero che c'è stato un istante in cui lei scontata e abitudinaria com'è è stata addirittura entusiasta all'idea di traslocare, ma adesso la paura dell'ignoto ha iniziato ad avere la meglio in lei.
In fondo, del suo quartiere e della sua strada lei conosce ogni angolo, panchina, marciapiede e, prima grazie ad Arturo e ora con Yoda, ogni singola aiuola e cespuglio.
La sua casa è stata teatro di tante piéce, alcuni divertenti e altre drammatiche, e molteplici primi attori hanno attraversato la sua porta.
E ora? Succederà ancora? Si troverà bene? Riuscirà a sentirsi davvero "a casa"?
Ovviamente chi scrive sa bene che le cose sono solo cose e le case sono solo case però...
Dunque, dicevamo: cambiamenti in atto o auguri di buon Natale.
Difficile per la giornalistadiserieb scrivere un post in questi giorni ricchi di emozioni contrastanti.
... ecco, fortunatamente domani è Vigilia (anzi a guardare bene l'ora lo è già adesso), la festa della famiglia per eccellenza. Perché si sta tutti insieme, si ride, si mangia, si ride, ci si scambia regali inutili e bellissimi e, se non si fosse capito, si ride di nuovo.
Il che, in questo periodo soprattutto, non è cosa da poco.
Tanti auguri a tutti
Difficile per la giornalistadiserieb scrivere un post in questi giorni ricchi di emozioni contrastanti.
Ma siccome la non più tanto giovane scribacchina batte la fiacca da troppo tempo, eccola qua a cercare di riempire questa pagina virtuale con i suoi mille pensieri tutti da riordinare.
Per prima cosa, come tutti sanno, domani è Vigilia e, ovviamente, fin qui niente di strano. E se è vero che per lei questi giorni hanno poco a che vedere con la religiosità, è altresì vero che sta per arrivare la festa della famiglia per eccellenza e che le è sempre piaciuta moltissimo. Perché si sta tutti insieme, si ride, si mangia, si ride, ci si scambia regali inutili e bellissimi e, se non si fosse capito, si ride di nuovo.
Il che, in questo periodo soprattutto, non è cosa da poco.
Secondo poi ci sarebbe la questione lavoro, eternamente irrisolta, che sta progressivamente toccando punte sempre più basse e che nemmeno una abituata alla serie B come lei avrebbe mai potuto immaginare.
Ma il dubbio più grande, ora come ora, riguarda "il posto chiamato casa". Perché dopo almeno tre anni di tentativi andate a male, sembra essere arrivato sul serio il momento di lasciare il luogo che più ama al mondo, il suo modesto e onesto appartamento a due piani e un bagno solo, per poi gettarsi a capofitto nel tentacolare e farraginoso mercato immobiliare (o, al massimo, tornare a vivere con i suoi genitori con tanto di figli e cane al seguito). Certo è vero che i ragazzi crescono e che hanno bisogno di più spazio, certo è vero che lei aveva acconsentito alle richieste del marito ultimaruotadelcarro, certo è vero che c'è stato un istante in cui lei scontata e abitudinaria com'è è stata addirittura entusiasta all'idea di traslocare, ma adesso la paura dell'ignoto ha iniziato ad avere la meglio in lei.
In fondo, del suo quartiere e della sua strada lei conosce ogni angolo, panchina, marciapiede e, prima grazie ad Arturo e ora con Yoda, ogni singola aiuola e cespuglio.
La sua casa è stata teatro di tante piéce, alcuni divertenti e altre drammatiche, e molteplici primi attori hanno attraversato la sua porta.
E ora? Succederà ancora? Si troverà bene? Riuscirà a sentirsi davvero "a casa"?
Ovviamente chi scrive sa bene che le cose sono solo cose e le case sono solo case però...
Dunque, dicevamo: cambiamenti in atto o auguri di buon Natale.
Difficile per la giornalistadiserieb scrivere un post in questi giorni ricchi di emozioni contrastanti.
... ecco, fortunatamente domani è Vigilia (anzi a guardare bene l'ora lo è già adesso), la festa della famiglia per eccellenza. Perché si sta tutti insieme, si ride, si mangia, si ride, ci si scambia regali inutili e bellissimi e, se non si fosse capito, si ride di nuovo.
Il che, in questo periodo soprattutto, non è cosa da poco.
Tanti auguri a tutti
mercoledì 29 ottobre 2014
I sogni son desideri?
C'erano le sue due amiche di sempre e si doveva passare qualche giorno di vacanza insieme, finalmente dopo tanto, tanto tempo. Ma, una volta partite per quel di Lecce (quest'anno il Salento le era proprio mancato), lungo la strada le tre si imbattono, quasi per caso, in un enorme serpente bianco d'acqua. Così, mentre lei viene morsa alla mano sinistra, l'allegra compagnia si sparpaglia. Ferita, dolorante e sola, lei si ritrova nel monumentale e labirintico ospedale Vito Fazzi a fissare i suoi profondi tagli, in attesa di un dottore che la medichi.
Questo è quanto la giornalistadiserieb ha sognato questa notte e ciò che ancora ricorda del suo sonno così agitato...
Per questo, appena in piedi, la nostra simpatica donnina ha deciso di consultare subito il sapiente Google per capire quello che il suo subconscio stava cercando di dirle.
Ed ecco ciò che ha scoperto:
1) Il simbolo del serpente nei sogni è uno dei più frequenti. Ciò che accomuna questi sogni è la sensazione di paura, repulsione o panico o, nella migliore delle ipotesi, il senso di pericolo e diffidenza nei confronti di un animale ritenuto pericoloso, mortale, abietto.
2) Sognare di esser morsi da un serpente, a seconda delle variabili in gioco nel sogno stesso (sensazioni provate e situazioni diverse), può indicare una persona (presente nella tua realtà) che una parte di te considera falsa e pericolosa, o che ti può danneggiare.
3) Sognare serpente d’acqua rappresenta la perdita di denaro.
Ricapitolando, dunque, la giornalistadiserieb sta attraversando un momento in cui sente un profondo senso di repulsione verso una persona potenzialmente pericolosa che può danneggiarla e farle perdere dei soldi. Il che, in effetti, spiegherebbe molto di quest'ultimo periodo.
Ma poiché chi scrive si è ripromessa (soprattutto dopo quest'ultimo faticoso anno) di guardare sempre il lato positivo delle cose, ha deciso di trarre un unico messaggio preciso dalla sua burrascosa nottata: è arrivato il momento di cambiare pelle... e di tornare a Lecce, magari con le sue amichette!
P.S. o, magari, di volare appena un po' più lontano...
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martedì 14 ottobre 2014
Pura Gioia
Ci sono giornate che iniziano prima di altre e questo, ovviamente, lo sanno tutti, non solo la giornalistadiserieb. E poi ci sono giornate che sarebbe meglio aver trascorso nel letto.
Questa mattina, per esempio, per chi scrive è iniziata prima dell'alba. Perché c'era bisogno di prepararsi per bene, cercare di domare un po' gli indomiti capelli, portare il nano grande vicino a scuola (davanti no, quello non le è più permesso), approfittarne per far fare una breve passeggiata anche al piccolo pelosetto della famiglia, tornare in tempo per la colazione delll'altro nano e, prima di andare al lavoro, accompagnare anche il maritoultimaruotadelcarro a fare una visita in ospedale. Neanche a dirlo, quello che nella tentacolare metropoli che è Roma, è esattamente al tentacolo opposto da dove la giornalistadiserieb e il consorte vivono.
Eppure, armati di santa pazienza e di Giallina, la splendida automobile di serie b della simpatica scrivana (ahimé sempre più saltuaria) i nostri eroi sono riusciti a varcare la soglia del poliedrico nosocomio addirittura cinque minuti prima dell'appuntamento.
Ma la puntualità, si sa, è cosa sopravvalutata dalla sanità italiana, tanto che prima di essere ricevuti, hanno dovuto attendere per quasi un'ora e mezza.
A dire la verità, la giornalistadiserieb non aveva nessuna fretta di arrivare nella sua glaciale (ops voleva dire attuale) redazione. Inoltre, osservare da vicino le persone le è sempre piaciuto... Quale posto migliore di una sala d'aspetto?
C'è, come sempre, la signora che vuole passare avanti agli altri. Quello che deve fare solo una domanda e quello che non aveva capito che c'era una fila.
Poi, però, c'è anche lei.
Si chiama Gioia, ha 3 anni, è bionda e minuta, ma conosce a memoria tutto il testo della canzone "Montagne verdi" di Marcella. Con sé ha un grande quadernone ad anelli, nella copertina nera spicca l'immagine di Minnie di Topolino. Quello è "il libro di Gioia che va dal dottore" dice la sua vocina e ha tante pagine perché "lei ci va spesso dal dottore". Perché Gioia quella copertina nera con l'immagine di Minnie non può vederla. Lei non vede nulla. Ma ti siede vicino e ti tocca la mano, vuole sapere come ti chiami, sorride, anche quando a un certo punto le "scappa una peretta".
Gioia è buffa e dolcissima, ma forte e fiera allo stesso tempo.
Gioia è pura ed è stata una pura gioia incontrarla.
Le dure prove della vita sono altre e se le persone non lo vogliono capire rimarranno sole per sempre.
Le dure prove della vita sono altre e se si pretende rispetto dagli altri bisogna prima di tutto rispettarli.
Le dure prove della vita sono altre e se il lavoro non decolla (e a questo punto ha il sospetto che non decollerà mai) non è poi una tragedia.
Ci sono giornate che iniziano prima di altre e questo, ovviamente, lo sanno tutti, non solo la giornalistadiserieb.
E poi ci sono giornate che sarebbe meglio aver trascorso nel letto... ma se fosse andata così, oggi non avrebbe conosciuto Gioia.
Questa mattina, per esempio, per chi scrive è iniziata prima dell'alba. Perché c'era bisogno di prepararsi per bene, cercare di domare un po' gli indomiti capelli, portare il nano grande vicino a scuola (davanti no, quello non le è più permesso), approfittarne per far fare una breve passeggiata anche al piccolo pelosetto della famiglia, tornare in tempo per la colazione delll'altro nano e, prima di andare al lavoro, accompagnare anche il maritoultimaruotadelcarro a fare una visita in ospedale. Neanche a dirlo, quello che nella tentacolare metropoli che è Roma, è esattamente al tentacolo opposto da dove la giornalistadiserieb e il consorte vivono.
Eppure, armati di santa pazienza e di Giallina, la splendida automobile di serie b della simpatica scrivana (ahimé sempre più saltuaria) i nostri eroi sono riusciti a varcare la soglia del poliedrico nosocomio addirittura cinque minuti prima dell'appuntamento.
Ma la puntualità, si sa, è cosa sopravvalutata dalla sanità italiana, tanto che prima di essere ricevuti, hanno dovuto attendere per quasi un'ora e mezza.
A dire la verità, la giornalistadiserieb non aveva nessuna fretta di arrivare nella sua glaciale (ops voleva dire attuale) redazione. Inoltre, osservare da vicino le persone le è sempre piaciuto... Quale posto migliore di una sala d'aspetto?
C'è, come sempre, la signora che vuole passare avanti agli altri. Quello che deve fare solo una domanda e quello che non aveva capito che c'era una fila.
Poi, però, c'è anche lei.
Si chiama Gioia, ha 3 anni, è bionda e minuta, ma conosce a memoria tutto il testo della canzone "Montagne verdi" di Marcella. Con sé ha un grande quadernone ad anelli, nella copertina nera spicca l'immagine di Minnie di Topolino. Quello è "il libro di Gioia che va dal dottore" dice la sua vocina e ha tante pagine perché "lei ci va spesso dal dottore". Perché Gioia quella copertina nera con l'immagine di Minnie non può vederla. Lei non vede nulla. Ma ti siede vicino e ti tocca la mano, vuole sapere come ti chiami, sorride, anche quando a un certo punto le "scappa una peretta".
Gioia è buffa e dolcissima, ma forte e fiera allo stesso tempo.
Gioia è pura ed è stata una pura gioia incontrarla.
Le dure prove della vita sono altre e se le persone non lo vogliono capire rimarranno sole per sempre.
Le dure prove della vita sono altre e se si pretende rispetto dagli altri bisogna prima di tutto rispettarli.
Le dure prove della vita sono altre e se il lavoro non decolla (e a questo punto ha il sospetto che non decollerà mai) non è poi una tragedia.
Ci sono giornate che iniziano prima di altre e questo, ovviamente, lo sanno tutti, non solo la giornalistadiserieb.
E poi ci sono giornate che sarebbe meglio aver trascorso nel letto... ma se fosse andata così, oggi non avrebbe conosciuto Gioia.
mercoledì 17 settembre 2014
Nulla è per caso
Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un po' di se e si porta via un po' di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
(Jorge Luis Borges)
Sempre lascia un po' di se e si porta via un po' di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
(Jorge Luis Borges)
mercoledì 2 aprile 2014
Una vita fa...
Una vita fa la giornalistadiserieb viveva senza troppi pensieri. Aveva fiducia nel suo presente, non si interrogava troppo sul suo futuro ed era capace di affidarsi completamente alle persone che incontrava. Chi avrebbe potuto ingannarla e a che scopo?
Ma cosa più importante di tutte, una vita fa, la giornalistadiserieb era capace di aggiornare il suo blog quotidianamente. Non c'era giornata che non venisse trascritta sulle sue pagine virtuali, non c'era avvenimento che non valesse la pena (ovviamente per lei, sia ben chiaro) di finire in rete nero su bianco. Poi, però, l'incantesimo si è rotto.
Nella sua testa ronzano troppi pensieri confusi, troppe informazioni sparse che non possono ancora essere raccontate. Anche se ci sono giorni in cui vorrebbe urlare al mondo (sì, qui c'è un pizzico di megalomania) la sua verità. Ecco oggi è uno di quei giorni.
Ma poi si ricorda che la verità non va mai urlata. Che per tutto ci sarà modo e tempo.
E così, la giornalistadiserieb aspetta pazientemente che la magia ritorni, insieme alla voglia di aggiornare questo blog. Perché se c'è una cosa che alla sua tenera età (e molto prima di Jep Gambardella) ha capito di non avere più tempo per fare le cose che non ha voglia di fare...
Nella sua testa ronzano troppi pensieri confusi, troppe informazioni sparse che non possono ancora essere raccontate. Anche se ci sono giorni in cui vorrebbe urlare al mondo (sì, qui c'è un pizzico di megalomania) la sua verità. Ecco oggi è uno di quei giorni.
Ma poi si ricorda che la verità non va mai urlata. Che per tutto ci sarà modo e tempo.
E così, la giornalistadiserieb aspetta pazientemente che la magia ritorni, insieme alla voglia di aggiornare questo blog. Perché se c'è una cosa che alla sua tenera età (e molto prima di Jep Gambardella) ha capito di non avere più tempo per fare le cose che non ha voglia di fare...
Una vita fa la giornalistadiserieb viveva senza troppi pensieri. Aveva fiducia nel suo presente, non si interrogava troppo sul suo futuro ed era capace di affidarsi completamente alle persone che incontrava. Chi avrebbe potuto ingannarla e a che scopo?
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lunedì 10 febbraio 2014
Elogio della domenica
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce. Non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa.
Anzi, diciamo che probabilmente il modus vivendi è rimasto la stesso.
Ma casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole sono tutto ciò che lei desidera. Soprattutto dopo le ultime settimane (se non vogliamo dire mesi).
Perché casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole (senza dimenticare un po' di "sano" Facebook) sono tutto ciò che la fa sentire al sicuro.
E se c'è una cosa che la giornalistadiserieb ha davvero bisogno di acquisire è la sicurezza in se stessa, per riuscire finalmente a crescere, nonostante i quasi 39 anni suonati.
Chissà se un giorno sarà capace di alzarsi in piedi e rispondere a tono a tutti quelli che non la rispettano nel momento esatto in cui ciò avviene. Senza gli inevitabili lacrimoni che odia, senza poi doverci scrivere post liberatori sopra. E tutta quella buona educazione che non le permette mai di essere incisiva per il timore di offendere il prossimo...
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce... e non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa!
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce. Non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa.
Anzi, diciamo che probabilmente il modus vivendi è rimasto la stesso.
Ma casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole sono tutto ciò che lei desidera. Soprattutto dopo le ultime settimane (se non vogliamo dire mesi).
Perché casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole (senza dimenticare un po' di "sano" Facebook) sono tutto ciò che la fa sentire al sicuro.
E se c'è una cosa che la giornalistadiserieb ha davvero bisogno di acquisire è la sicurezza in se stessa, per riuscire finalmente a crescere, nonostante i quasi 39 anni suonati.
Chissà se un giorno sarà capace di alzarsi in piedi e rispondere a tono a tutti quelli che non la rispettano nel momento esatto in cui ciò avviene. Senza gli inevitabili lacrimoni che odia, senza poi doverci scrivere post liberatori sopra. E tutta quella buona educazione che non le permette mai di essere incisiva per il timore di offendere il prossimo...
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce... e non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa!
domenica 26 gennaio 2014
Sul divano rosso
Strano come, a volte, le cose che ci circondano possano apparire più piccole. Forse dipende dallo stato d'animo in cui ci si trova, più che da una reale misurazione fisica.
Ad esempio, in questi giorni, la casa della giornalistadiserieb sembra diventata minuscola. Soprattutto durante le visite dei possibili nuovi proprietari. Già, perché lei e il maritoultimaruotadelcarro, nonché i due giovani eredi, sono in procinto di vendere il delizioso appartamento su due livelli in cui abitano da circa 10 anni per poi traslocare verso altri lidi. E, malgrado sia stata una decisione pensata e ponderata, lei sente già la nostalgia di questo luogo che li ha visti crescere e consolidare la famiglia.
La nostalgia l'aveva già provata per la loro prima casa, quella con le porte bianche e blu dipinte quando era solo una ragazza piena di belle speranze. Oggi, però, suo malgrado è diventata grande e non c'è più spazio per la paura dell'ignoto.
Eppure, appena gli acquirenti varcano la sua soglia, ogni stanza sembra rimpicciolire e lei si sente quasi un'intrusa. Tutte queste persone invadono il suo spazio, il suo rifugio, difficile scacciare via quella sensazione e sorridere stringendo le loro mani.
Qui sono successe tante cose e sono passate tante persone. Alcune belle, altre meno.
Chiacchiere, risate, pianti, discussioni, urla, confessioni e abbracci si sono alternati sul suo vecchio divano rosso.
Magari un giorno nella nuova casa ce ne sarà uno più grande. Magari sarà più accogliente e meno rosso. Chissà se la giornalistadiserieb ci starà comoda allo stesso modo...
Strano come, a volte, le cose che ci circondano possano sembrare piccole. Forse dipende dallo stato d'animo in cui ci si trova, più che da una reale misurazione fisica.
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giovedì 23 gennaio 2014
Pura poesia
Un po' di poesia, ogni tanto, mi manca...
giovedì 31 ottobre 2013
Solo un breve esercizio di scrittura
Questa sera è Halloween e la giornalistadiserieb ha moltissime cose da fare prima che alla sua porta bussino orde di ragazzini alla ricerca di dolci e caramelle. Tra l'altro lei non ci sarà, perché oggi c'è la chiusura anticipata in redazione, e per una volta toccherà al marito ultimaruotadelcarro accompagnare i pargoli nei loro giretti.
Così, sebbene siano appena le 10.38 del mattino, e sebbene in un altro momento storico lei starebbe ancora dormendo il sonno dei giusti, la sua nuova routine salutista, seguita dal suo immancabile senso di colpa per l'evento dei suoi figli a cui non riuscirà a essere presente, non glielo hanno permesso.
Per questo, come tutti i giorni da quasi un mese, si è vestita, è andata a camminare veloce (o, per meglio dire, diversamente lenta cercando di tenere il passo delle sue compagne d'avventura) per poi dirigersi direttamente verso il supermercato più vicino e acquistare leccornie per i grandi e i piccini che riempiranno la sua casa.
Ma ora, tornata nella sua abitazione colorata e assolata, in questo 31 ottobre che per chi vive a Roma è come essere in pieno giugno, non sapendo se fosse meglio iniziare a passare l'aspirapolvere o lavare i piatti della cena di ieri, ha deciso di scrivere un post.
Solo un breve esercizio di scrittura, eseguito tanto per non perdere l'allenamento e per schiarire i pensieri...
Ma ora che sono le 10.59 è meglio smettere, zittire quella sciocca vocina che continua a farsi sentire e iniziare a mettere un po' a posto il disordine, almeno quello esteriore.
Anche perché, nei suoi più rosei piani, tra un letto da rifare e la tavola da lasciare pronta, c'era anche da inserire il ritocco alla tinta (!) prima di andare a lavorare...
Questa sera è Halloween e la giornalistadiserieb ha moltissime cose da fare prima che alla sua porta bussino orde di ragazzini alla ricerca di dolci e caramelle... Sarà una lunga giornata!
Così, sebbene siano appena le 10.38 del mattino, e sebbene in un altro momento storico lei starebbe ancora dormendo il sonno dei giusti, la sua nuova routine salutista, seguita dal suo immancabile senso di colpa per l'evento dei suoi figli a cui non riuscirà a essere presente, non glielo hanno permesso.
Per questo, come tutti i giorni da quasi un mese, si è vestita, è andata a camminare veloce (o, per meglio dire, diversamente lenta cercando di tenere il passo delle sue compagne d'avventura) per poi dirigersi direttamente verso il supermercato più vicino e acquistare leccornie per i grandi e i piccini che riempiranno la sua casa.
Ma ora, tornata nella sua abitazione colorata e assolata, in questo 31 ottobre che per chi vive a Roma è come essere in pieno giugno, non sapendo se fosse meglio iniziare a passare l'aspirapolvere o lavare i piatti della cena di ieri, ha deciso di scrivere un post.
Solo un breve esercizio di scrittura, eseguito tanto per non perdere l'allenamento e per schiarire i pensieri...
Ma ora che sono le 10.59 è meglio smettere, zittire quella sciocca vocina che continua a farsi sentire e iniziare a mettere un po' a posto il disordine, almeno quello esteriore.
Anche perché, nei suoi più rosei piani, tra un letto da rifare e la tavola da lasciare pronta, c'era anche da inserire il ritocco alla tinta (!) prima di andare a lavorare...
Questa sera è Halloween e la giornalistadiserieb ha moltissime cose da fare prima che alla sua porta bussino orde di ragazzini alla ricerca di dolci e caramelle... Sarà una lunga giornata!
giovedì 1 agosto 2013
Priorit..A'!
Certo, oggi è il primo agosto, tempo di mare, sole e vacanze.
Eppure per la giornalistadiserieb mancano ancora un po' di giorni al meritato riposo.
Giorni incerti su molti, molti piani e che, ultimamente, l'hanno fatta ragionare su cosa sia davvero importante per lei.
Certo, almeno per chi la segue da un po', sono quasi quattro anni e due blog (Splinder, quanto le manchi!) che chi scrive si interroga su quali siano davvero le sue priorità.
Se sia giusto continuare a sputare sangue e sudore (in senso figurato, ovvio) su un mestiere che non la vuole poi molto o perdere sonno e fiato (qui un po' meno figurato) dietro le persone sbagliate.
A volte, la risposta è semplice: sì è giusto.
Altre, però, è più complicato rispondere, o meglio rispondersi.
Tanti progetti andati in fumo ancora prima di iniziare.
Dubbi sempre più vivi su cosa accadrà domani.
Poche anime con cui valga davvero la pena di condividere un percorso.
Una situazione sempre più netta e che lascia intravedere solo due soluzioni possibili: mollare tutto e scappare nella campagna inglese per coronare il sogno di chi le è sempre a fianco, oppure stringere ancora una volta la cinghia, alzare le spalle e andare avanti per vedere che succede sempre col sorriso sulla faccia.
Magari, poi, nelle giornate più rosee esiste pure una terza via...
Ma è troppo caldo anche per stare al computer... figuriamoci per delle riflessioni serie!
martedì 23 luglio 2013
Im...B...arazzo!
Stando a quanto si legge su Wikipedia (fonte autorevolissima dei tempi moderni):
... l'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico (riferibile al concetto di "ansia sociale"). Inoltre l'imbarazzo di solito è causato da un atto socialmente inaccettabile piuttosto che moralmente sbagliato...
L'unica cosa "moralmente sbagliata" che la giornalistadiserieb si è concessa in questi anni è proprio il sentirsi costantemente in imbarazzo...
Chissà che questa estate non porti qualche interessante novità...
lunedì 3 dicembre 2012
La quiete prima della tempesta
Sarà che è arrivato il freddo tanto atteso, o forse perché si avvicina il Natale, ma il mondo intorno alla giornalistadiserieb da qualche giorno appare diverso, come se il tempo scorresse più lento e tutto dentro di lei fosse finalmente più chiaro e più calmo.
Solo un anno fa chi scrive era piena di pensieri cupi e pesanti e il tempo non le bastava mai per niente e nessuno.
Solo un anno fa erano altre le persone che la circondavano e dalle quali dipendeva quasi totalmente cercando di lesinare attenzione e un po' di rispetto.
Solo un anno fa...
Che sia questa la tanto famosa quiete prima della tempesta?
Solo un anno fa chi scrive era piena di pensieri cupi e pesanti e il tempo non le bastava mai per niente e nessuno.
Solo un anno fa erano altre le persone che la circondavano e dalle quali dipendeva quasi totalmente cercando di lesinare attenzione e un po' di rispetto.
Solo un anno fa...
Che sia questa la tanto famosa quiete prima della tempesta?
domenica 28 ottobre 2012
Il giorno della marmotta
In un famoso film di qualche anno fa, ad un ancora piuttosto giovane Bill Murray veniva data la possibilità (o la condanna, a seconda dei punti di vista) di rivivere in continuazione lo stesso giorno.
In questo modo, il protagonista aveva modo di ripetere le proprie azioni e di migliorarsi, oltre che di riuscire a dire esattamente la cosa giusta al momento giusto.
Certo, direte voi, non era quello il fine ultimo della pellicola sopra citata... ma la giornalistadiserieb sempre più spesso in questo anno avrebbe voluto avere la possibilità di "rieditare" alcuni momenti della sua vita, per cambiarne lo svolgimento e l'inevitabile finale.
Perché, ammettiamolo, tra le "innumerevoli" qualità di chi scrive, non esiste certo la prontezza di spirito necessaria a risultare lucida e incisiva quando le succede qualcosa di brutto o di inaspettato.
Lei è più una che ci ripensa.
Avrebbe dovuto dire quello, fare quello, pretendere quello...
Tanto che poi, alla fine, dice sempre altro, fa altro e, per lo più, non pretende mai nulla di concreto.
Alla giornalistadiserieb, dunque, non resta che attendere il suo "giorno della marmotta" da vivere in loop fino a quando non sarà tutto perfettamente al suo posto.
... E sarà più felice allora?
In questo modo, il protagonista aveva modo di ripetere le proprie azioni e di migliorarsi, oltre che di riuscire a dire esattamente la cosa giusta al momento giusto.
Certo, direte voi, non era quello il fine ultimo della pellicola sopra citata... ma la giornalistadiserieb sempre più spesso in questo anno avrebbe voluto avere la possibilità di "rieditare" alcuni momenti della sua vita, per cambiarne lo svolgimento e l'inevitabile finale.
Perché, ammettiamolo, tra le "innumerevoli" qualità di chi scrive, non esiste certo la prontezza di spirito necessaria a risultare lucida e incisiva quando le succede qualcosa di brutto o di inaspettato.
Lei è più una che ci ripensa.
Avrebbe dovuto dire quello, fare quello, pretendere quello...
Tanto che poi, alla fine, dice sempre altro, fa altro e, per lo più, non pretende mai nulla di concreto.
Alla giornalistadiserieb, dunque, non resta che attendere il suo "giorno della marmotta" da vivere in loop fino a quando non sarà tutto perfettamente al suo posto.
... E sarà più felice allora?
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