Ci sono giornate che iniziano prima di altre e questo, ovviamente, lo sanno tutti, non solo la giornalistadiserieb. E poi ci sono giornate che sarebbe meglio aver trascorso nel letto.
Questa mattina, per esempio, per chi scrive è iniziata prima dell'alba. Perché c'era bisogno di prepararsi per bene, cercare di domare un po' gli indomiti capelli, portare il nano grande vicino a scuola (davanti no, quello non le è più permesso), approfittarne per far fare una breve passeggiata anche al piccolo pelosetto della famiglia, tornare in tempo per la colazione delll'altro nano e, prima di andare al lavoro, accompagnare anche il maritoultimaruotadelcarro a fare una visita in ospedale. Neanche a dirlo, quello che nella tentacolare metropoli che è Roma, è esattamente al tentacolo opposto da dove la giornalistadiserieb e il consorte vivono.
Eppure, armati di santa pazienza e di Giallina, la splendida automobile di serie b della simpatica scrivana (ahimé sempre più saltuaria) i nostri eroi sono riusciti a varcare la soglia del poliedrico nosocomio addirittura cinque minuti prima dell'appuntamento.
Ma la puntualità, si sa, è cosa sopravvalutata dalla sanità italiana, tanto che prima di essere ricevuti, hanno dovuto attendere per quasi un'ora e mezza.
A dire la verità, la giornalistadiserieb non aveva nessuna fretta di arrivare nella sua glaciale (ops voleva dire attuale) redazione. Inoltre, osservare da vicino le persone le è sempre piaciuto... Quale posto migliore di una sala d'aspetto?
C'è, come sempre, la signora che vuole passare avanti agli altri. Quello che deve fare solo una domanda e quello che non aveva capito che c'era una fila.
Poi, però, c'è anche lei.
Si chiama Gioia, ha 3 anni, è bionda e minuta, ma conosce a memoria tutto il testo della canzone "Montagne verdi" di Marcella. Con sé ha un grande quadernone ad anelli, nella copertina nera spicca l'immagine di Minnie di Topolino. Quello è "il libro di Gioia che va dal dottore" dice la sua vocina e ha tante pagine perché "lei ci va spesso dal dottore". Perché Gioia quella copertina nera con l'immagine di Minnie non può vederla. Lei non vede nulla. Ma ti siede vicino e ti tocca la mano, vuole sapere come ti chiami, sorride, anche quando a un certo punto le "scappa una peretta".
Gioia è buffa e dolcissima, ma forte e fiera allo stesso tempo.
Gioia è pura ed è stata una pura gioia incontrarla.
Le dure prove della vita sono altre e se le persone non lo vogliono capire rimarranno sole per sempre.
Le dure prove della vita sono altre e se si pretende rispetto dagli altri bisogna prima di tutto rispettarli.
Le dure prove della vita sono altre e se il lavoro non decolla (e a
questo punto ha il sospetto che non decollerà mai) non è poi una
tragedia.
Ci sono giornate che iniziano prima di altre e questo, ovviamente, lo sanno tutti, non solo la giornalistadiserieb.
E poi ci sono giornate che sarebbe meglio aver trascorso nel letto... ma se fosse andata così, oggi non avrebbe conosciuto Gioia.
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martedì 14 ottobre 2014
sabato 22 febbraio 2014
La busta bianca
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
Tutto inizia con una lettera consegnata a mano qualche giorno fa. Sulla busta bianca sono stati scritti il mio nome e il mio cognome, dentro ci sono solo poche righe, una richiesta informale e un paio di vecchie, per non dire vecchissime, fotografie. In una di queste sono ritratti due bambini, anzi un bambino e una bambina, che sorridono e giocano in uno splendido mare limpido di tanti anni fa. Un ricordo d'infanzia, una sorta di "scatto di famiglia" e soprattutto familiare. Non credevo che questo sarebbe stato l'epilogo.
Vi dico subito, e senza vergogna alcuna, che appena le ho viste ho pianto. Tanto. Tutte le lacrime interrotte, quelle che non ero riuscita a tirar fuori in questi mesi, hanno avuto la meglio su di me, e per una che ha già di suo le lacrime facili, lasciatevi dire che non è stato un bello spettacolo.
Paolo, ovvero l'ormai famosissimo maritoultimaruotadelcarro, non potrà fare a meno che confermare tutto. Lui c'era. C'era il giorno della lettera, come c'è stato sempre in questi ultimi mesi quando una delle mie amicizie più importanti, la persona a cui avevo affidato le mie paure e le mie speranze, il mio "migliore amico" (per usare un termine adolescenziale che in questo caso ci sta tutto) ha preso un'altra strada.
O, forse, sono stata io a imboccarla una strada diversa. Ma in fin dei conti, chi ha scelto per primo è ininfluente. Ciò che conta è il risultato e il risultato è lontananza.
Ma non ne voglio fare un dramma. Le persone si incontrano e percorrono un pezzo di vita insieme. Da parte mia so che non è stato tutto inutile. Ci sono tante cose che mi ha insegnato, anche non volendo. Come avere maggiore cura di me stessa e delle mie opinioni. Del mio tempo e delle mie priorità. Che il whiskey torbato è il più buono e che se lasci il carrello incustodito all'Ikea per qualche minuto non te lo ruba nessuno (ovviamente a meno che non ci sia la borsa dentro)...
Bisogna crescere a un certo punto. Verissimo. Meglio farlo con chi, anche se sta male, non vuole far stare male te.
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
Tutto inizia con una lettera consegnata a mano qualche giorno fa. Sulla busta bianca sono stati scritti il mio nome e il mio cognome, dentro ci sono solo poche righe, una richiesta informale e un paio di vecchie, per non dire vecchissime, fotografie. In una di queste sono ritratti due bambini, anzi un bambino e una bambina, che sorridono e giocano in uno splendido mare limpido di tanti anni fa. Un ricordo d'infanzia, una sorta di "scatto di famiglia" e soprattutto familiare. Non credevo che questo sarebbe stato l'epilogo.
Vi dico subito, e senza vergogna alcuna, che appena le ho viste ho pianto. Tanto. Tutte le lacrime interrotte, quelle che non ero riuscita a tirar fuori in questi mesi, hanno avuto la meglio su di me, e per una che ha già di suo le lacrime facili, lasciatevi dire che non è stato un bello spettacolo.
Paolo, ovvero l'ormai famosissimo maritoultimaruotadelcarro, non potrà fare a meno che confermare tutto. Lui c'era. C'era il giorno della lettera, come c'è stato sempre in questi ultimi mesi quando una delle mie amicizie più importanti, la persona a cui avevo affidato le mie paure e le mie speranze, il mio "migliore amico" (per usare un termine adolescenziale che in questo caso ci sta tutto) ha preso un'altra strada.
O, forse, sono stata io a imboccarla una strada diversa. Ma in fin dei conti, chi ha scelto per primo è ininfluente. Ciò che conta è il risultato e il risultato è lontananza.
Ma non ne voglio fare un dramma. Le persone si incontrano e percorrono un pezzo di vita insieme. Da parte mia so che non è stato tutto inutile. Ci sono tante cose che mi ha insegnato, anche non volendo. Come avere maggiore cura di me stessa e delle mie opinioni. Del mio tempo e delle mie priorità. Che il whiskey torbato è il più buono e che se lasci il carrello incustodito all'Ikea per qualche minuto non te lo ruba nessuno (ovviamente a meno che non ci sia la borsa dentro)...
Bisogna crescere a un certo punto. Verissimo. Meglio farlo con chi, anche se sta male, non vuole far stare male te.
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
giovedì 1 agosto 2013
Priorit..A'!
Certo, oggi è il primo agosto, tempo di mare, sole e vacanze.
Eppure per la giornalistadiserieb mancano ancora un po' di giorni al meritato riposo.
Giorni incerti su molti, molti piani e che, ultimamente, l'hanno fatta ragionare su cosa sia davvero importante per lei.
Certo, almeno per chi la segue da un po', sono quasi quattro anni e due blog (Splinder, quanto le manchi!) che chi scrive si interroga su quali siano davvero le sue priorità.
Se sia giusto continuare a sputare sangue e sudore (in senso figurato, ovvio) su un mestiere che non la vuole poi molto o perdere sonno e fiato (qui un po' meno figurato) dietro le persone sbagliate.
A volte, la risposta è semplice: sì è giusto.
Altre, però, è più complicato rispondere, o meglio rispondersi.
Tanti progetti andati in fumo ancora prima di iniziare.
Dubbi sempre più vivi su cosa accadrà domani.
Poche anime con cui valga davvero la pena di condividere un percorso.
Una situazione sempre più netta e che lascia intravedere solo due soluzioni possibili: mollare tutto e scappare nella campagna inglese per coronare il sogno di chi le è sempre a fianco, oppure stringere ancora una volta la cinghia, alzare le spalle e andare avanti per vedere che succede sempre col sorriso sulla faccia.
Magari, poi, nelle giornate più rosee esiste pure una terza via...
Ma è troppo caldo anche per stare al computer... figuriamoci per delle riflessioni serie!
domenica 15 aprile 2012
Almost blonde
Qualche tempo fa la giornalistadiserieb aveva in progetto di cambiare vita.
Nuovi impegni, nuove persone, nuovo colore di capelli e lo stesso grande entusiasmo di sempre.
Oggi, invece, la giornalistadiserieb sta seriamente considerando l'ipotesi di tornare bionda...
Nuovi impegni, nuove persone, nuovo colore di capelli e lo stesso grande entusiasmo di sempre.
Oggi, invece, la giornalistadiserieb sta seriamente considerando l'ipotesi di tornare bionda...
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