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lunedì 10 febbraio 2014

Elogio della domenica

Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce. Non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa.

Anzi, diciamo che probabilmente il modus vivendi è rimasto la stesso.
Ma casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole sono tutto ciò che lei desidera. Soprattutto dopo le ultime settimane (se non vogliamo dire mesi).
Perché casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole (senza dimenticare un po' di "sano" Facebook) sono tutto ciò che la fa sentire al sicuro.
E se c'è una cosa che la giornalistadiserieb ha davvero bisogno di acquisire è la sicurezza in se stessa, per riuscire finalmente a crescere, nonostante i quasi 39 anni suonati.
Chissà se un giorno sarà capace di alzarsi in piedi e rispondere a tono a tutti quelli che non la rispettano nel momento esatto in cui ciò avviene. Senza gli inevitabili lacrimoni che odia, senza poi doverci scrivere post liberatori sopra. E tutta quella buona educazione che non le permette mai di essere incisiva per il timore di offendere il prossimo...

Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce... e non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa!

martedì 16 luglio 2013

La prima volta era meglio dell'ultima

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa.

La giornalistadiserieb era giusto un'adolescente e, allora, quello di diventare una giornalista era soltanto un tiepido sogno. Però, già all'epoca, chi scrive era una ragazzotta piena di grandi ideali e buoni propositi.
Fu doloroso, certo, ma fu anche abbastanza facile venirne fuori. O, almeno, oggi lei se lo ricorda così.

La volta dopo, era un po' più grandina. Sulla ventina direi, ma, nonostante gli anni, era tutt'altro che smaliziata. Anzi, in quel caso fu parecchio difficile ritrovare la normalità e le costò anche una certa fatica, nonché un paio di esami all'università.

Poi successe ancora e ancora, l'ultima volta quando stava per diventare mamma. E non si vergogna ad ammettere che fu proprio quella nuova vita a farla rimanere con i piedi per terra.

In questo 2013, però, sarà anche per l'età che avanza, è tutto un po' più complicato. E non serve avere avuto già esperienza nel settore. Anzi, in questo caso, l'idea di non essere ancora capace di capire chi ci sta intorno e, soprattutto, perché lo fa, è davvero avvilente...

Anche se, per sua natura, la giornalistadiserieb vede sempre il lato positivo: si è sentita usata in così tanti modi e da così tante persone insieme da stabilire un record...

Chissà se davvero, come dice sempre il maritoultimaruotadelcarro, un giorno riuscirà a guardare quest'anno e a farci su una bella risata! Al momento, ridere, non è la cosa che le viene meglio, ma lei non perde la speranza.

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa... e a pensarci bene era decisamente meglio dell'ultima!

venerdì 19 ottobre 2012

L'unica cosa che sa fare...

Un anno di grandi delusioni. Questo, ad oggi, il 2012 per la giornalistadiserieb.

Dalla svolta lavorativa che non è stata una svolta, alle perdite più o meno improvvise, ai molti troppi cambiamenti (che ricordiamo per i vecchi lettori e annunciamo ai nuovi: a lei, abitudinaria e pigra come pochi sanno essere, proprio non piacciono).

Eppure l'ingenua ragazzotta (anche se, oramai vista l'età, si può dire almeno "donnina") non ha ancora smesso di credere alle favole e neppure alle persone che l'accompagnano o l'hanno accompagnata, anche se solo per poco, nel cammino tortuoso che è la sua vita.

Perché quando sceglie di aprirsi davvero a qualcuno (il che purtroppo accade sempre più raramente) la simpatica scribacchina lo fa totalmente e senza mezze misure.

O, meglio, quando si "innamora" (e qui, passatemi il termine, anche se non stiamo parlando di amore romantico) di qualcosa o di qualcuno, diventa cieca e sorda (e muta direte voi? No, quello mai, quello proprio non le riesce!).

Già, in quello stato di euforia mischiata all'estasi, la giornalistadiserieb è incapace di vedere cosa altri già vedono e, soprattutto, è incurante dei loro consigli.

Così accade che il suo bisogno di credere in qualcosa o in qualcuno offuschi la realtà e che lei si senta speciale quando invece è solo una dei tanti.

Però, a volte, accade anche che l'anima in pena che vi scrive si risvegli dal proprio torpore. Il che, e questo non lo si può nascondere, è spesso doloroso e, a dir poco, avvilente.

Ma, allo stesso tempo, sano.

E il rifugio nella scrittura, l'unica cosa che sa fare, sembra inevitabile.

Per questo, dopo tanto tempo, la giornalistadiserieb è tornata ad affidare i propri pensieri a questo diario virtuale che, in passato, l'ha spesso confortata più di ogni altra cosa.

Perché vedere i suoi "tormenti" ordinatamente elencati aiuta a riposizionarli nella giusta dimensione...

Un anno di grandi delusioni. Questo, ad oggi, il 2012 per la giornalistadiserieb.

Eppure questa "donnina" non ha ancora smesso di credere alle favole e neppure alle persone che l'accompagnano o l'hanno accompagnata, anche se solo per poco, nel cammino tortuoso che è la sua vita.


P.S.  E quindi grazie di tutto... e non resta che sperare nel 2013, dato che i Maya sembrano non voler più arrivare!