giovedì 1 agosto 2013

Priorit..A'!


Troppo caldo anche per stare al computer.
Certo, oggi è il primo agosto, tempo di mare, sole e vacanze.
Eppure per la giornalistadiserieb mancano ancora un po' di giorni al meritato riposo.

Giorni incerti su molti, molti piani e che, ultimamente, l'hanno fatta ragionare su cosa sia davvero importante per lei. 
Certo, almeno per chi la segue da un po', sono quasi quattro anni e due blog (Splinder, quanto le manchi!) che chi scrive si interroga su quali siano davvero le sue priorità.
Se sia giusto continuare a sputare sangue e sudore (in senso figurato, ovvio) su un mestiere che non la vuole poi molto o perdere sonno e fiato (qui un po' meno figurato) dietro le persone sbagliate.

A volte, la risposta è semplice: sì è giusto.

Altre, però, è più complicato rispondere, o meglio rispondersi.

Tanti progetti andati in fumo ancora prima di iniziare.
Dubbi sempre più vivi su cosa accadrà domani.
Poche anime con cui valga davvero la pena di condividere un percorso.

Una situazione sempre più netta e che lascia intravedere solo due soluzioni possibili: mollare tutto e scappare nella campagna inglese per coronare il sogno di chi le è sempre a fianco, oppure stringere ancora una volta la cinghia, alzare le spalle e andare avanti per vedere che succede sempre col sorriso sulla faccia.

Magari, poi, nelle giornate più rosee esiste pure una terza via...

Ma è troppo caldo anche per stare al computer... figuriamoci per delle riflessioni serie!
 

martedì 23 luglio 2013

Im...B...arazzo!

Stando a quanto si legge su Wikipedia (fonte autorevolissima dei tempi moderni): 

... l'imbarazzo può essere un sentimento simile alla vergogna, ma il senso di vergogna può essere anche provocato da motivazioni che nessun altro conosce, mentre l'imbarazzo è sempre pubblico (riferibile al concetto di "ansia sociale"). Inoltre l'imbarazzo di solito è causato da un atto socialmente inaccettabile piuttosto che moralmente sbagliato...

L'unica cosa "moralmente sbagliata" che la giornalistadiserieb si è concessa in questi anni è proprio il sentirsi costantemente in imbarazzo...

Chissà che questa estate non porti qualche interessante novità...


martedì 16 luglio 2013

La prima volta era meglio dell'ultima

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa.

La giornalistadiserieb era giusto un'adolescente e, allora, quello di diventare una giornalista era soltanto un tiepido sogno. Però, già all'epoca, chi scrive era una ragazzotta piena di grandi ideali e buoni propositi.
Fu doloroso, certo, ma fu anche abbastanza facile venirne fuori. O, almeno, oggi lei se lo ricorda così.

La volta dopo, era un po' più grandina. Sulla ventina direi, ma, nonostante gli anni, era tutt'altro che smaliziata. Anzi, in quel caso fu parecchio difficile ritrovare la normalità e le costò anche una certa fatica, nonché un paio di esami all'università.

Poi successe ancora e ancora, l'ultima volta quando stava per diventare mamma. E non si vergogna ad ammettere che fu proprio quella nuova vita a farla rimanere con i piedi per terra.

In questo 2013, però, sarà anche per l'età che avanza, è tutto un po' più complicato. E non serve avere avuto già esperienza nel settore. Anzi, in questo caso, l'idea di non essere ancora capace di capire chi ci sta intorno e, soprattutto, perché lo fa, è davvero avvilente...

Anche se, per sua natura, la giornalistadiserieb vede sempre il lato positivo: si è sentita usata in così tanti modi e da così tante persone insieme da stabilire un record...

Chissà se davvero, come dice sempre il maritoultimaruotadelcarro, un giorno riuscirà a guardare quest'anno e a farci su una bella risata! Al momento, ridere, non è la cosa che le viene meglio, ma lei non perde la speranza.

La prima volta che le è successo è stato parecchi anni fa... e a pensarci bene era decisamente meglio dell'ultima!

martedì 2 luglio 2013

A come... accelerata!

La giornalistadiserieb ha sempre pensato che l'acceleratore fosse il pedale vicino a quello del freno. Al massimo, aveva sentito parlare di accelerato, una vecchia tipologia di treno che, come si evince da Wikipedia, fu istituita con apposito decreto nel 1889.

Ma oggi chi scrive ha scoperto una nuova definizione di "acceleratore", passando una mattinata in mezzo a geniali ventenni ipertecnologici, anche detti "smanettoni" (termine molto tecnico che indica proprio la loro capacità di padroneggiare le nuove tecnologie).

Perché oggi la giornalistadiserieb è stata qui... un po' per curiosità, un po' per riuscire a capire che lavoro fa un suo amico, un po' per vedere se questo Belpaese offre ancora qualche possibilità.

Ed ecco dunque le certezze che la nostra amata ragazzotta ha acquisito in una mattinata:

1) se non possiedi un Macbook, meglio se Air, non sei nessuno.

2) se non giri per la stanza con un Macbook aperto, facendo social tweeting (si dirà così?) non sei nessuno.

3) se non hai più vent'anni devi fingere di averli, meglio se facendo battute sconce o vestendo sportivo.

4) se non sai cosa è il Grant, nessuno te lo spiegherà.

Detto questo, però, vedere tutti quei ragazzi così pieni di entusiasmo, di competenze e di idee ha impressionato parecchio la giornalistadiserieb, che sebbene si è sentita un po' come Penny di The Big Bang Theory, è arrivata alla conclusione che forse il Belpaese ha davvero ancora qualche speranza!





giovedì 20 giugno 2013

Pazei mazos

Molto tempo fa la giornalistadiserieb voleva diventare una grande giornalista.
Ma non una qualsiasi.
Una di quelle famose, a cui tutti chiedono articoli, consigli e opinioni.

Poi, quando ha avuto l'età giusta, la simpatica ragazzotta piena di sogni e di belle speranze ha iniziato davvero a fare la giornalista.
O, meglio, ha cominciato a scribacchiare, rubato consigli e trucchi da mani più sapienti delle sue, fatto un esame e preso un tesserino (oltre che, a tempo perso, sposato il maritoultimaruotadelcarro e messo al mondo due piccoli eredi).
A quel punto, le sembrava di essere arrivata, di poter toccare il suo sogno con un dito, eppure neanche così è diventata una grande giornalista.
Anzi, in realtà, nemmeno una giornalista piccola, piccola.

Oggi, cresciuta nell'aspetto ma non molto nello spirito, la giornalistadiserieb fa semplicemente la giornalistadiserieb.
Ne ha preso atto, e si è concentrata su altro.
Quell'altro da cui sono nate grandi emozioni e tantissime fughe dalla realtà. Niente più giornalistadiserieb, solo e soltanto Valeria.

Poi all'improvviso il dolore, quello che non ti fa dormire.
Il dolore che cambia le prospettive. Il dolore che, a volte, spinge a guardarsi dentro.

E il sogno è ancora là, così come le belle speranze. Mancano solo un po' di energie, il coraggio di cambiare e un po' di ispirazione. Mancano suoni e voci familiari.

Ma dal dolore si impara...

Molto tempo fa la giornalistadiserieb voleva diventare una grande giornalista.... chissà se fa ancora in tempo!

giovedì 28 marzo 2013

Strana?

Alla giornalistadiserieb capita sempre più spesso di pensare di essere un po' strana, anche se forse "strana" non è esattamente il termine più adatto.
A dire il vero, in questi ultimi mesi, non c'è stato giorno in cui non lo ha pensato.

Perché in un mondo che va sempre più veloce e in cui nessuno sembra aver veramente a cuore quello che succede a se stesso e agli altri lei non si riconosce.

Perché si ostina a credere che lavoro e umanità sono possibili nello stesso spazio e che i colleghi possono anche diventare amici.

Perché è sposata con il maritoultimaruotadelcarro da 11 anni, sono insieme da 15, ed ancora non si sente stanca.

Perché ha compiuto da poco 38 anni, ma il suo cuore ne avrà sempre 16 (e c'è chi malignamente dice anche la sua mente!)


Alla giornalistadiserieb capita sempre più spesso di pensare di essere un po' strana, anche se forse "strana" non è esattamente il termine più adatto.
A dire il vero, in questi ultimi mesi, non c'è stato giorno in cui non lo ha pensato.

Ma è poi così male?

domenica 17 marzo 2013

I blog abbandonati

Non dovete credere che sia stato facile per la giornalistadiserieb. I blog abbandonati non le sono mai piaciuti.

Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.
Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi.

In quel momento le era sembrata una similitudine azzeccata. Ma non aveva mai pensato che anche a lei sarebbe potuto capitare di non scrivere più.

Eppure è successo.

Sono passati mesi di vita vissuta più fisicamente che virtualmente e che l'hanno in qualche modo allontanata dalle sue riflessioni più o meno private.

Ma, in fin dei conti, non molto è cambiato nell'esistenza di questa ingenua ragazzotta.

Se non forse l'ennesima delusione professionale (che di "professionale" ha avuto davvero poco nel senso stretto del termine) e che l'ha condotta in uno stato di apatia lavorativa da cui ancora fatica a riprendersi.

Senza contare quella fastidiosa sensazione di non saper mai leggere bene le persone che la circondano.

E quel senso di immobilità, di già visto e vissuto, che torna prepotentemente a farsi strada in lei...


Una volta, da qualche parte, aveva letto che i diari virtuali interrotti così da un giorno all'altro somigliavano in modo impressionante agli stabilimenti balneari d'inverno.

Pieni di ricordi felici, ma inesorabilmente tristi...