Più o meno sette anni.
Tanto è passato da quando la giornalistadiserieb ha aperto il suo attuale account e-mail. In realtà, in precedenza ne aveva scelto un altro (che poi, neanche a dirlo, venne miseramente chiuso) e da allora, era sempre rimasta fedele a quell'indirizzo. Lei, in fondo, è sempre stata e rimane un'abitudinaria e così, anche quando il mondo intero si è convertito a gmail, decantandone in ogni momento le mille virtù straordinarie, lei non ha ceduto.
Una scelta consapevole, dettata dalla routine che la fa sentire comoda e, soprattutto, dalla sua proverbiale mania di conservare tutto: foto, lettere, conversazioni in chat e, ovviamente, messaggi di lavoro.
Oggi, però, la scoperta: nel suo server di posta non c'è più nulla. Niente foto, lettere, conversazioni in chat e, ovviamente, messaggi di lavoro.
Sette anni della sua vita virtuale cancellati, completamente. Forse è un segno, dopo che qualcuno si era già divertito con il suo profilo Facebook, magari ora la rete sta cercando di dirle qualcosa...
Eppure, in momenti come questi, la giornalistadiserieb vorrebbe tanto tornare ai tempi in cui le lettere venivano scritte a mano, spedite via posta o, al massimo, consegnate a mano.
Certo, ora sarebbero sommerse dalla polvere in qualche scatola, ma con lei.
Così, sebbene rimarrà lo stesso fedele al proprio indirizzo di posta elettronica (il maritoultimaruotadelcarro sostiene che lei ammetta difficilmente di aver sbagliato, chissà perché poi) ha deciso di dare una chance anche alla famosa gmail.
Però, stasera, il dolore rimane...
mercoledì 25 giugno 2014
lunedì 9 giugno 2014
La scuola è finita (Il viaggio dell'eroe)
Ma, dicevamo, è arrivato giugno. Le giornate si sono allungate, il caldo inizia a farsi sentire e, come tutti gli anni, è giunta anche la fine della scuola.
Così, se per la maggior parte degli studenti questo è un periodo insolitamente sereno e spensierato, per altri, è il momento di fare bilanci.
Tempo fa, un vecchio amico della giornalistadiserieb, ormai adulto e ben lontano dal mondo dei banchi e delle pagelle, le aveva raccontato di continuare a suddividere i suoi impegni in base agli anni scolastici. Per lui la vita sia lavorativa che sentimentale iniziava a settembre, mentre nel cosiddetto "mese della libertà" arrivava la fase riflessiva: aveva fatto davvero tutto quello che era nelle sue possibilità? Si era impegnato abbastanza? Chi aveva conosciuto e chi aveva perso lungo la via?
Ecco, in questo scorcio d'estate appena cominciata anche nella casa della simpatica ragazzotta col vizio della scrittura ci si pongono più o meno le stesse domande. Sebbene a farlo non sia lei (lei certe cose non se le chiede quasi più), bensì suo figlio più grande. Per lui, 10 anni che molto presto saranno 11, questi giorni hanno significato la fine di un ciclo. Cinque anni sono passati da quando un bambinetto ombroso e riservato rispondeva al primo appello della sua vita. Cinque anni che lo hanno visto crescere, e crescere molte volte fa paura.
A tutti.
Ora ci saranno altre insegnanti, altri compagni di classe, pochi veri amici e, molto probabilmente, un primo amore.
Tutto ciò solo per dire in bocca al lupo piccolo grande uomo e ricorda sempre che la giornalistadiserieb, il marito ultimaruotadelcarro e tutti quelli vicini e lontani che fanno parte di questa strampalata e allargata famiglia ti saranno vicini per sempre.
E che una parte di te rimanga sempre la stessa capace di comporre versi come questi che hai saputo scrivere alla tua giovanissima età.
E che una parte di te rimanga sempre la stessa capace di comporre versi come questi che hai saputo scrivere alla tua giovanissima età.
IL VIAGGIO DELL'EROE
Ricorda di vivere
come il cielo che guarda
le nuvole che vanno
e vengono...
Osserva l'orgoglio che va e viene...
Oggi è l'orgoglio, domani sarà qualcos'altro.
Guardali andare e venire
(Daniele M., 10 anni)
(Daniele M., 10 anni)
giovedì 22 maggio 2014
Troppo Bravi
La giornalistadiserieb ne è consapevole. Totalmente. Sono mesi che non aggiorna queste pagine virtuali o se lo fa, lo fa sporadicamente. La sua testa e la sua penna hanno avuto altro da pensare e da scrivere. Tanto lavoro, soprattutto. Che le ha riempito le giornate, spesso le nottate e mai abbastanza le tasche. Ma quello che è successo oggi merita di essere raccontato, divulgato (per i pochi che ancora capitano da queste parti), fissato nero su bianco.
Perché oggi la sua ben nota professionalità di serie b ha subito un colpo insolito che nella sua proverbiale raccolta di sfighe lavorative non le era ancora mai accaduto.
Andiamo con ordine: la giornata non era iniziata male, era andata a camminare con sua madre, aveva quasi finito il costume della rappresentazione teatrale di suo figlio più piccolo ed era arrivata in redazione serena, accompagnata per tutto il lungotevere da un bellissimo sole di maggio.
Poi alle 14.50 la ferale notizia: il giornale che ha riempito i suoi ultimi mesi di vita è volato via, ed è il caso di dirlo, nel tempo che normalmente ci si impiega a digitare un Tweet. Il motivo? Troppo buono, ben avviato, le persone lo stanno già comprando. Ora può tranquillamente tornare nella mani di altri. Quel che sarà da oggi in poi non importa più. A loro.
Un po' come dire ti lascio, ma non sei tu, sono io (cit.)
Bene. Bravi.
La giornalistadiserieb ne è consapevole. Totalmente. Sono mesi che non aggiorna queste pagine virtuali o se lo fa, lo fa sporadicamente. La sua testa e la sua penna hanno avuto altro da pensare e da scrivere. Tanto lavoro, soprattutto. Che le ha riempito le giornate, spesso le nottate e mai abbastanza le tasche. Ma quello che è successo oggi merita di essere raccontato, divulgato (per i pochi che ancora capitano da queste parti), fissato nero su bianco.
mercoledì 2 aprile 2014
Una vita fa...
Una vita fa la giornalistadiserieb viveva senza troppi pensieri. Aveva fiducia nel suo presente, non si interrogava troppo sul suo futuro ed era capace di affidarsi completamente alle persone che incontrava. Chi avrebbe potuto ingannarla e a che scopo?
Ma cosa più importante di tutte, una vita fa, la giornalistadiserieb era capace di aggiornare il suo blog quotidianamente. Non c'era giornata che non venisse trascritta sulle sue pagine virtuali, non c'era avvenimento che non valesse la pena (ovviamente per lei, sia ben chiaro) di finire in rete nero su bianco. Poi, però, l'incantesimo si è rotto.
Nella sua testa ronzano troppi pensieri confusi, troppe informazioni sparse che non possono ancora essere raccontate. Anche se ci sono giorni in cui vorrebbe urlare al mondo (sì, qui c'è un pizzico di megalomania) la sua verità. Ecco oggi è uno di quei giorni.
Ma poi si ricorda che la verità non va mai urlata. Che per tutto ci sarà modo e tempo.
E così, la giornalistadiserieb aspetta pazientemente che la magia ritorni, insieme alla voglia di aggiornare questo blog. Perché se c'è una cosa che alla sua tenera età (e molto prima di Jep Gambardella) ha capito di non avere più tempo per fare le cose che non ha voglia di fare...
Nella sua testa ronzano troppi pensieri confusi, troppe informazioni sparse che non possono ancora essere raccontate. Anche se ci sono giorni in cui vorrebbe urlare al mondo (sì, qui c'è un pizzico di megalomania) la sua verità. Ecco oggi è uno di quei giorni.
Ma poi si ricorda che la verità non va mai urlata. Che per tutto ci sarà modo e tempo.
E così, la giornalistadiserieb aspetta pazientemente che la magia ritorni, insieme alla voglia di aggiornare questo blog. Perché se c'è una cosa che alla sua tenera età (e molto prima di Jep Gambardella) ha capito di non avere più tempo per fare le cose che non ha voglia di fare...
Una vita fa la giornalistadiserieb viveva senza troppi pensieri. Aveva fiducia nel suo presente, non si interrogava troppo sul suo futuro ed era capace di affidarsi completamente alle persone che incontrava. Chi avrebbe potuto ingannarla e a che scopo?
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sabato 22 febbraio 2014
La busta bianca
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
Tutto inizia con una lettera consegnata a mano qualche giorno fa. Sulla busta bianca sono stati scritti il mio nome e il mio cognome, dentro ci sono solo poche righe, una richiesta informale e un paio di vecchie, per non dire vecchissime, fotografie. In una di queste sono ritratti due bambini, anzi un bambino e una bambina, che sorridono e giocano in uno splendido mare limpido di tanti anni fa. Un ricordo d'infanzia, una sorta di "scatto di famiglia" e soprattutto familiare. Non credevo che questo sarebbe stato l'epilogo.
Vi dico subito, e senza vergogna alcuna, che appena le ho viste ho pianto. Tanto. Tutte le lacrime interrotte, quelle che non ero riuscita a tirar fuori in questi mesi, hanno avuto la meglio su di me, e per una che ha già di suo le lacrime facili, lasciatevi dire che non è stato un bello spettacolo.
Paolo, ovvero l'ormai famosissimo maritoultimaruotadelcarro, non potrà fare a meno che confermare tutto. Lui c'era. C'era il giorno della lettera, come c'è stato sempre in questi ultimi mesi quando una delle mie amicizie più importanti, la persona a cui avevo affidato le mie paure e le mie speranze, il mio "migliore amico" (per usare un termine adolescenziale che in questo caso ci sta tutto) ha preso un'altra strada.
O, forse, sono stata io a imboccarla una strada diversa. Ma in fin dei conti, chi ha scelto per primo è ininfluente. Ciò che conta è il risultato e il risultato è lontananza.
Ma non ne voglio fare un dramma. Le persone si incontrano e percorrono un pezzo di vita insieme. Da parte mia so che non è stato tutto inutile. Ci sono tante cose che mi ha insegnato, anche non volendo. Come avere maggiore cura di me stessa e delle mie opinioni. Del mio tempo e delle mie priorità. Che il whiskey torbato è il più buono e che se lasci il carrello incustodito all'Ikea per qualche minuto non te lo ruba nessuno (ovviamente a meno che non ci sia la borsa dentro)...
Bisogna crescere a un certo punto. Verissimo. Meglio farlo con chi, anche se sta male, non vuole far stare male te.
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
Tutto inizia con una lettera consegnata a mano qualche giorno fa. Sulla busta bianca sono stati scritti il mio nome e il mio cognome, dentro ci sono solo poche righe, una richiesta informale e un paio di vecchie, per non dire vecchissime, fotografie. In una di queste sono ritratti due bambini, anzi un bambino e una bambina, che sorridono e giocano in uno splendido mare limpido di tanti anni fa. Un ricordo d'infanzia, una sorta di "scatto di famiglia" e soprattutto familiare. Non credevo che questo sarebbe stato l'epilogo.
Vi dico subito, e senza vergogna alcuna, che appena le ho viste ho pianto. Tanto. Tutte le lacrime interrotte, quelle che non ero riuscita a tirar fuori in questi mesi, hanno avuto la meglio su di me, e per una che ha già di suo le lacrime facili, lasciatevi dire che non è stato un bello spettacolo.
Paolo, ovvero l'ormai famosissimo maritoultimaruotadelcarro, non potrà fare a meno che confermare tutto. Lui c'era. C'era il giorno della lettera, come c'è stato sempre in questi ultimi mesi quando una delle mie amicizie più importanti, la persona a cui avevo affidato le mie paure e le mie speranze, il mio "migliore amico" (per usare un termine adolescenziale che in questo caso ci sta tutto) ha preso un'altra strada.
O, forse, sono stata io a imboccarla una strada diversa. Ma in fin dei conti, chi ha scelto per primo è ininfluente. Ciò che conta è il risultato e il risultato è lontananza.
Ma non ne voglio fare un dramma. Le persone si incontrano e percorrono un pezzo di vita insieme. Da parte mia so che non è stato tutto inutile. Ci sono tante cose che mi ha insegnato, anche non volendo. Come avere maggiore cura di me stessa e delle mie opinioni. Del mio tempo e delle mie priorità. Che il whiskey torbato è il più buono e che se lasci il carrello incustodito all'Ikea per qualche minuto non te lo ruba nessuno (ovviamente a meno che non ci sia la borsa dentro)...
Bisogna crescere a un certo punto. Verissimo. Meglio farlo con chi, anche se sta male, non vuole far stare male te.
Questo è uno dei post più difficili che ho mai scritto. Perché tutta questa storia non l'ho ancora capita e superata e non so quanto ancora ci vorrà. Ed è per questo che oggi sono solo io, Valeria, nessuna giornalistadiserieb dietro cui nascondermi...
lunedì 10 febbraio 2014
Elogio della domenica
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce. Non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa.
Anzi, diciamo che probabilmente il modus vivendi è rimasto la stesso.
Ma casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole sono tutto ciò che lei desidera. Soprattutto dopo le ultime settimane (se non vogliamo dire mesi).
Perché casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole (senza dimenticare un po' di "sano" Facebook) sono tutto ciò che la fa sentire al sicuro.
E se c'è una cosa che la giornalistadiserieb ha davvero bisogno di acquisire è la sicurezza in se stessa, per riuscire finalmente a crescere, nonostante i quasi 39 anni suonati.
Chissà se un giorno sarà capace di alzarsi in piedi e rispondere a tono a tutti quelli che non la rispettano nel momento esatto in cui ciò avviene. Senza gli inevitabili lacrimoni che odia, senza poi doverci scrivere post liberatori sopra. E tutta quella buona educazione che non le permette mai di essere incisiva per il timore di offendere il prossimo...
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce... e non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa!
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce. Non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa.
Anzi, diciamo che probabilmente il modus vivendi è rimasto la stesso.
Ma casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole sono tutto ciò che lei desidera. Soprattutto dopo le ultime settimane (se non vogliamo dire mesi).
Perché casa, libri, tv, pigiama, bambini e coccole (senza dimenticare un po' di "sano" Facebook) sono tutto ciò che la fa sentire al sicuro.
E se c'è una cosa che la giornalistadiserieb ha davvero bisogno di acquisire è la sicurezza in se stessa, per riuscire finalmente a crescere, nonostante i quasi 39 anni suonati.
Chissà se un giorno sarà capace di alzarsi in piedi e rispondere a tono a tutti quelli che non la rispettano nel momento esatto in cui ciò avviene. Senza gli inevitabili lacrimoni che odia, senza poi doverci scrivere post liberatori sopra. E tutta quella buona educazione che non le permette mai di essere incisiva per il timore di offendere il prossimo...
Quando la giornalistadiserieb era solo una ragazzotta non le piaceva la domenica.
Era una giornata triste, quasi sempre solitaria, che passava per lo più in casa a leggere o ad annoiarsi davanti la televisione (l'epoca di Internet era ancora lontana ahimè).
Ora la domenica è in assoluto il giorno che, chi scrive, preferisce... e non perché lo passi chissà dove o a fare chissà cosa!
domenica 2 febbraio 2014
La maggioranza
Ci sono ancora giorni in cui la giornalistadiserieb se lo dimentica... Eppure la maggioranza ha sempre ragione! E quindi? Niente, giusto per ricordarselo...
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