domenica 14 settembre 2014

Il suo tempo delle mele

Domenica sera, i nani sono a letto, la giornalistadiserieb e il maritoultimaruotedelcarro sono tornati dalla passeggiatina serale con Yoda (che non è un maestro jedi bensì il quadrupede che da circa una settimana abita con loro animando e riempendo di gioia le loro vite) e domani inizia scuola. Ma non una scuola come le altre, domani, per il nano grande, iniziano le medie.
Così, vista anche la pochezza del palinsesto televisivo e, forse per ricordare i bei tempi che furono, hanno accettato la proposta di Sky e si sono messi a guardare "Il tempo delle mele".
Solo che, stavolta, la prospettiva era del tutto diversa.
Stavolta loro non erano dalla parte dei ragazzini alle prese con le prime cotte.
Stavolta loro erano i genitori.
E va bene così, perché domani inizia il suo tempo delle mele, anche se alla giornalistadiserieb sembra strano, anche se lui quando ha paura cerca ancora di infilarsi nel suo letto, anche se da domani lui ha preteso di tornare a casa da solo... in bocca al lupo amore mio, e vedrai che anche se ancora non ci credi, questi anni saranno davvero bellissimi!


domenica 31 agosto 2014

Prima di tutto

Riprendere a camminare la mattina, eliminare i carboidrati dalla propria dieta, riuscire a spiegare ai suoi figli che i "no" che ricevono oggi li faranno diventare degli adulti migliori domani.

Questi i buoni propositi, anche se non necessariamente in quest'ordine, della giornalistadiserieb che, terminata la sua troppo breve settimana di vacanza, è tornata alla base pronta a iniziare l'anno all'insegna di nuove sfide personali, scolastiche (medie, stiamo arrivando!) e del lavoro che non è mai troppo sicuro, né troppo soddisfacente.

Eppure, se non ci fosse stato questo lavoro nella sua scalcinata redazione di second'ordine, questi ultimi sarebbero stati mesi davvero molto più lunghi.

Perché quel luogo che lei frequenta assiduamente da oltre quattro anni, con i suoi pro e i suoi contro, è ormai un po' come casa sua.

Perché, anche se questo blog viene aggiornato sempre più saltuariamente, scrivere è davvero ciò che ama fare.

Prima di tutto.

Anche quando l'argomento da trattare non varrebbe la pena di essere trattato.

Riprendere a camminare la mattina, eliminare i carboidrati dalla propria dieta, riuscire a spiegare ai suoi figli che i "no" che ricevono oggi li faranno diventare degli adulti migliori domani... o almeno si spera!

P.S. poi ci sarebbe anche la questione "prendere un nuovo cane", ma è davvero pronta a voltare pagina del tutto? Ai posteri l'ardua sentenza...







lunedì 18 agosto 2014

Ferragosto, figlio mio non ti conosco

Agosto, giorno 15, anche detto comunemente Ferragosto.

In questo periodo dell'anno, c'è chi è in vacanza già da tempo, chi in vacanza ci è già stato, chi non ci va proprio e chi, come la giornalistadiserieb è riuscito a ritagliarsi ben tre giorni (e quattro notti) per raggiungere il maritoultimaruotadelcarro e i ragazzi, non più tanto nani ahimè, spiaggiati nella ridente località di San Felice Circeo già da qualche tempo.

Era da tanto che chi scrive voleva descrivere la colorita fauna del luogo e oggi, complice il rientro forzato causa lavoro e la calma piatta della casa solitaria del dopo redazione, ha finalmente il tempo di farlo. O, almeno, di provarci.

Non si può parlare della fauna, però, senza prima parlare della flora. Perché ammettiamolo, il luogo di per sé è incantevole. Ampia spiaggia dorata, la vecchia Torre Paola arrampicata su un fianco della Maga Circe e dune a perdita d'occhio. Purtroppo però, quest'anno particolarmente sfortunato sotto il profilo meteorologico, ha fatto sì che la battigia si ritirasse più del normale, anzi più del consueto.

Tanto che, di conseguenza, ombrelloni e lettini vivono una nuova e pericolosa promiscuità, finora sconosciuta.

Perché, senza falsi pudori, bisogna ammettere che, chi prende il lettino è profondamente diverso da chi, al mare, preferisce l'ombrellone. Anche se si recano nello stesso stabilimento da anni. Anche se i loro figli sono nati e cresciuti insieme. Anche se rientrano entrambi nella fantomatica categoria "abbonati".

Ma, andiamo con ordine. Chi sceglie il lettino, dicevamo, per prima cosa è biondo. Fatta eccezione per coloro che sono di sesso maschile, in quel caso anche brizzolato va bene, ma solo se si è stati almeno una volta nella vita biondi. Secondo, d'inverno, lo puoi trovare in una palestra di Roma Nord, quella bene ovviamente, o, al massimo in un centro benessere a sperimentare un nuovissimo trattamento che rende la pelle luminosa e, per coloro che sono di sesso femminile, le tette più alte e più sode (sì, qui c'è anche un pizzico d'invidia, ma nel suo blog la giornalistadiserieb scrive ciò che vuole).

Chi sceglie l'ombrellone, invece, solitamente ha più o meno 70 anni. O, al massimo, è parente prossimo del settantenne di cui sopra, anche perché da solo non si potrebbe permettere di affittare il suddetto ombrellone.

Neanche a dirlo, la giornalistadiserieb appartiene alla seconda categoria. E ne è sempre stata anche piuttosto contenta. Qualche weekend rubato, qualche aperitivo faticosamente acquistato, due chiacchiere con le amiche della suocera e in special modo, tanto tempo per leggere i libri che in città non riesce mai a leggere.

Però, c'è un però. Ora, il popolo dei biondi ha conquistato anche lo spazio vitale della nostra simpatica donnina (qualcuno ha detto che lei è troppo vecchia per definirsi ancora "ragazzotta") e di chi è della sua specie. E la cosa che la terrorizza di più è vedere come suo figlio più piccolo sembri sempre di più uno da lettino. Talmente biondo, magro e a tratti spavaldo da sentirsi davvero a suo agio con loro.

Tanto che, dopo l'ultimo Ferragosto, lei e il maritoultimaruotadelcarro hanno preso una solenne decisione... la prossima vacanza la faranno in montagna!










mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi (mogli e buoi dei paesi tuoi)

Sono le 7.47 del mattino e per la giornalistadiserieb sta per iniziare una giornata diversa dal solito. Perché, oggi, si torna tra i banchi dell'università.

Il pretesto? Un corso di formazione professionale che, da qualche tempo, l'ordine a cui chi scrive appartiene ha reso obbligatorio per chiunque svolga attività giornalistica, anche di serie B, se si è iscritti all'albo.

L'obiettivo? Guadagnare 20 crediti in due anni o, almeno, 15 in uno.

La pena? Non si hanno notizie certe, forse sanzioni economiche, forse radiazione dall'albo, forse i servizi sociali... (ah, no, quella è un'altra storia!)

Torniamo a noi. Sono le 7.47 del mattino e la giornalistadiserieb è già pronta vestita e pettinata (vabbè, su quest'ultimo punto si fa per dire) in attesa che due suoi colleghi la passino a prendere per condividere con lei questa splendida sessione di studio matto e disperatissimo.

Fa caldo, troppo per essere così presto e lo fa ancora di più quando i tre giungono a destinazione: piazza della Repubblica, facoltà di Filosofia, secondo piano (a piedi), Aula 35. 
Ma sono solo le 8.40, e loro sono in anticipo di circa 20 minuti sulla tabella di marcia che li vedrà impegnati a imparare tutto su come abbattere la differenza di genere, almeno fino alle 14.

Il clima è allegro qui all'ateneo, si chiacchiera e si attende (c'è perfino chi si laurea), si salutano gli ex compagni d'avventura di vite passate, ci si scontra con qualche giornalista di serie A (chesaràvenutoafarequestoalcorsogratuito) e, ovviamente, non ci si accorge che più in là si è creata una lunghissima fila, che va firmato il foglio delle presenze e che l'Aula da 35 è diventata la 1.

Non importa, in fondo son tutti qui per riuscire ad abolire il sessismo che contraddistingue la nostra società e, soprattutto, il mondo del lavoro. Trascorse queste cinque ore lei e i suoi colleghi si sentiranno come donne e uomini nuovi, professionisti della parola scritta formati e pronti a divulgare il verbo ai seppur sempre più scarni lettori. 

O, meglio, questo era nelle intenzioni. In realtà, quello che la giornalistadiserieb ha appreso al termine di questa afosa mattinata è che le professoresse universitarie sono proprio come se le ricordava: astratte, piene di buoni propositi e scollegate dalla vita reale. Che le teorie di genere non hanno fatto grandi passi avanti da quando lei frequentava il corso della Delle Donne nel lontano 1998 e che, ancora una volta, si è persa l'occasione di fare qualcosa di veramente utile in questa professione che lei di certo non pratica come vorrebbe, ma che sta via via scomparendo anche nei settori più blasonati.

Quasi dimenticava, c'è un'altra cosa che ha imparato oggi: il detto popolare "donne e buoi dei paesi tuoi" è offensivo quasi quanto "donne e motori, gioie e dolori"... Ma ora che lo sa, e con i suoi 10 crediti guadagnati in tasca, si sente molto più tranquilla!



mercoledì 25 giugno 2014

Sette anni

Più o meno sette anni.

Tanto è passato da quando la giornalistadiserieb ha aperto il suo attuale account e-mail. In realtà, in precedenza ne aveva scelto un altro (che poi, neanche a dirlo, venne miseramente chiuso) e da allora, era sempre rimasta fedele a quell'indirizzo. Lei, in fondo, è sempre stata e rimane un'abitudinaria e così, anche quando il mondo intero si è convertito a gmail, decantandone in ogni momento le mille virtù straordinarie, lei non ha ceduto.

Una scelta consapevole, dettata dalla routine che la fa sentire comoda e, soprattutto, dalla sua proverbiale mania di conservare tutto: foto, lettere, conversazioni in chat e, ovviamente, messaggi di lavoro.

Oggi, però, la scoperta: nel suo server di posta non c'è più nulla. Niente foto, lettere, conversazioni in chat e, ovviamente, messaggi di lavoro.

Sette anni della sua vita virtuale cancellati, completamente. Forse è un segno, dopo che qualcuno si era già divertito con il suo profilo Facebook, magari ora la rete sta cercando di dirle qualcosa...

Eppure, in momenti come questi, la giornalistadiserieb vorrebbe tanto tornare ai tempi in cui le lettere venivano scritte a mano, spedite via posta o, al massimo, consegnate a mano.

Certo, ora sarebbero sommerse dalla polvere in qualche scatola, ma con lei.

Così, sebbene rimarrà lo stesso fedele al proprio indirizzo di posta elettronica (il maritoultimaruotadelcarro sostiene che lei ammetta difficilmente di aver sbagliato, chissà perché poi) ha deciso di dare una chance anche alla famosa gmail.

Però, stasera, il dolore rimane...


lunedì 9 giugno 2014

La scuola è finita (Il viaggio dell'eroe)


È arrivato giugno. Sì, direte voi, questo lo sapevamo già, bastava dare un'occhiata al calendario o, al massimo, alla data segnata sullo smartphone.

Ma, dicevamo, è arrivato giugno. Le giornate si sono allungate, il caldo inizia a farsi sentire e, come tutti gli anni, è giunta anche la fine della scuola. 
Così, se per la maggior parte degli studenti questo è un periodo insolitamente sereno e spensierato, per altri, è il momento di fare bilanci.

Tempo fa, un vecchio amico della giornalistadiserieb, ormai adulto e ben lontano dal mondo dei banchi e delle pagelle, le aveva raccontato di continuare a suddividere i suoi impegni in base agli anni scolastici. Per lui la vita sia lavorativa che sentimentale iniziava a settembre, mentre nel cosiddetto "mese della libertà" arrivava la fase riflessiva: aveva fatto davvero tutto quello che era nelle sue possibilità? Si era impegnato abbastanza? Chi aveva conosciuto e chi aveva perso lungo la via?

Ecco, in questo scorcio d'estate appena cominciata anche nella casa della simpatica ragazzotta col vizio della scrittura ci si pongono più o meno le stesse domande. Sebbene a farlo non sia lei (lei certe cose non se le chiede quasi più), bensì suo figlio più grande. Per lui, 10 anni che molto presto saranno 11, questi giorni hanno significato la fine di un ciclo. Cinque anni sono passati da quando un bambinetto ombroso e riservato rispondeva al primo appello della sua vita. Cinque anni che lo hanno visto crescere, e crescere molte volte fa paura. 

A tutti.

Ora ci saranno altre insegnanti, altri compagni di classe, pochi veri amici e, molto probabilmente, un primo amore.

Tutto ciò solo per dire in bocca al lupo piccolo grande uomo e ricorda sempre che la giornalistadiserieb, il marito ultimaruotadelcarro e tutti quelli vicini e lontani che fanno parte di questa strampalata e allargata famiglia ti saranno vicini per sempre.

E che una parte di te rimanga sempre la stessa capace di comporre versi come questi che hai saputo scrivere alla tua giovanissima età.

IL VIAGGIO DELL'EROE

Ricorda di vivere
come il cielo che guarda
le nuvole che vanno
e vengono...
Osserva l'orgoglio che va e viene...
Oggi è l'orgoglio, domani sarà qualcos'altro.
Guardali andare e venire
(Daniele M., 10 anni)

giovedì 22 maggio 2014

Troppo Bravi


La giornalistadiserieb ne è consapevole. Totalmente. Sono mesi che non aggiorna queste pagine virtuali o se lo fa, lo fa sporadicamente. La sua testa e la sua penna hanno avuto altro da pensare e da scrivere. Tanto lavoro, soprattutto. Che le ha riempito le giornate, spesso le nottate e mai abbastanza le tasche. Ma quello che è successo oggi merita di essere raccontato, divulgato (per i pochi che ancora capitano da queste parti), fissato nero su bianco.

Perché oggi la sua ben nota professionalità di serie b ha subito un colpo insolito che nella sua proverbiale raccolta di sfighe lavorative non le era ancora mai accaduto.

Andiamo con ordine: la giornata non era iniziata male, era andata a camminare con sua madre, aveva quasi finito il costume della rappresentazione teatrale di suo figlio più piccolo ed era arrivata in redazione serena, accompagnata per tutto il lungotevere da un bellissimo sole di maggio.

Poi alle 14.50 la ferale notizia: il giornale che ha riempito i suoi ultimi mesi di vita è volato via, ed è il caso di dirlo, nel tempo che normalmente ci si impiega a digitare un Tweet. Il motivo? Troppo buono, ben avviato, le persone lo stanno già comprando. Ora può tranquillamente tornare nella mani di altri. Quel che sarà da oggi in poi non importa più. A loro.

Un po' come dire ti lascio, ma non sei tu, sono io (cit.)

Bene. Bravi.

La giornalistadiserieb ne è consapevole. Totalmente. Sono mesi che non aggiorna queste pagine virtuali o se lo fa, lo fa sporadicamente. La sua testa e la sua penna hanno avuto altro da pensare e da scrivere. Tanto lavoro, soprattutto. Che le ha riempito le giornate, spesso le nottate e mai abbastanza le tasche. Ma quello che è successo oggi merita di essere raccontato, divulgato (per i pochi che ancora capitano da queste parti), fissato nero su bianco.